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keep on movin´ 28-07-2008 03.54.21

Metro' di Napoli, ci manca solo una Piramide...
 
"Per viaggiare nel tempo non ci sarà bisogno di macchine di scienziati
pazzi. Basteranno un binario, gli occhi per guardare e, magari,
qualche minuto in più a disposizione, senza la fretta che ogni viaggio
quotidiano e metropolitano impone. I secoli luminosi e oscuri della
storia di Napoli: i templi romani, le muraglie bizantine, i
contrafforti angioini e via salendo, emergendo e reimmergendosi, le
discese ardite e le risalite, fino all’arte contemporanea ai colori
disneyani della pop art, ai lampi d’ingegno dei concettuali."

Ciò che è stato riportato alla luce finora per gli scavi di una delle
linee della metropolitana in costruzione a Napoli bastava e avanzava.
Sarebbero stati sufficienti i ritrovamenti a Piazza Municipio per
rendere "meta archeologica" una qualsiasi Cuneo e Pordenone del mondo.
E, invece, non e' (ancora) finita.
E' notizia di pochi giorni fa: durante i lavori alla stazione
"Università" sono emersi i resti di una fortificazione bizantina e due
lastre figurate di età imperiale (secondo secolo dopo Cristo), con
scene di sacrificio alla presenza dell’imperatore e un gruppo di
legionari e togati.
Il rovescio della medaglia e' che si allungheranno ulteriormente i
tempi per il completamento di linea 1. Ma quando tutto sarà finito,
non ci sarà nulla di paragonabile. Nemmeno la mitica metropolitana di
Mosca.
Attualmente, sette stazioni della linea 1 e quattro della Linea 6 sono
(anche) Musei di arte contemporanea con circa 180 opere esposte.
Con le prossime stazioni, dall'arte contemporanea si passerà
all'archeologia:

"Municipio" sarà la stazione principale:
"Un percorso che comincia laddove ci sono gli scavi delle botteghe e
delle case che la colmata di Carlo V sommerse per creare l’imponente
Largo di Castello attorno al Maschio Angioino. Pare una Pompei
moderna, a vederla dalla passerella ingombra delle borse pezzotte dei
tappetari africani. Un pezzo di mattonelle di ciò che furono i bagni
pubblici sotterranei. Pareti, tetti, cunicoli. Tutto questo diventerà
lo spazio progettato da Alvaro Siza, il maestro portoghese. Qui ci
sarà il grosso dell’esposizione a tappe. Le tre navi romane, le
anfore, gli altri reperti che l’antico porto ha sottratto alle
ingiurie del tempo e, saltando al Medioevo e risalendo poi per le
dinastie, la Napoli angioina e quella che seguì e che fu. Qui è stato
trovato di tutto e di più."

La successiva, "Università", e' quella interessata dagli ultimi
ritrovamenti:
"Qui il progetto di Karim Rashid e Sergio Cappelli prevede un
contenitore multiculturale del contemporaneo: l’Ateneo con gli
studenti, la Borsa con i leoni, la lama ottocentesca del Rettifilo che
doveva risanare Napoli. In superficie l’omaggio alla cultura
umanistica, nel sottosuolo l’età digitale. Ora in questo contesto
dovranno inserirsi i reperti dell’età bizantina, la meno indagata
della storia della città della sirena: i resti della muraglia con i
bassorilievi dai militari che hanno perduto la testa, ma non il
fascino di un’epoca di consoli, di logoteti, di duchi formalmente
dipendenti dalla lontana Costantinopoli, greci che si difendevano,
gotici che assediavano.
Secoli bui, il cui legame con la romanità era mantenuto proprio dalle
antiche pietre usate per costruire nuovi edifici, conservando tracce
di trofei di guerra e prue di navi. Umanesimo, software e capitelli
corinzi. Il futuro ha un cuore antico."

Poi c'e' "Duomo", la meraviglia:
"Alla stazione Duomo l’integrazione tra il presente e quello che la
terra ha restituito è già progettata. Il tempio risalente all’età
imperiale, il porticato ellenistico dell’età Flavia, la pista da corsa
del ginnasio sono stati riportati alla luce in tempo utile per
rientrare nel ridisegno di piazza Nicola Amore realizzato da
Massimiliano Fuksas. Ai reperti veri e propri saranno affiancati
schermi con filmati didattici. Anche l’illuminazione avrà qualcosa di
latino: tre lucernari tronco-conici che emergeranno dal livello
stradale capteranno la luce del giorno, orientandola sui punti cardine
dei resti del tempio e sulle discese ai binari."

E, infine:
"Ultima fermata Garibaldi, dove, come fiumi umani carsici, si
incroceranno cinque stazioni (Napoli Centrale, Circumvesuviana, Alta
Velocità e le due linee del Metrò) in una trama geometrica che
comprenderà anche un centro commerciale, prismi e pergolati per
sciogliere, laddove il passato non può dare una mano, l’aura già
evanescente di un non-luogo per eccellenza."

Bene. Posso partire col cuore in pace...

Paolo

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Traduzione italiana a cura di: Downloadgratuito.net
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