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Vecchio 19-04-2011, 15.23.33
Giumak
 
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Predefinito Parchi naturali indiani.

Mi è parso di capire che alcuni dei frequentatori di IHV ssarebbero
interessati a visitare alcuni parchi nazionali indiani.

Non posso essere che in piena sintonia con costoro: i parchi nazionali
indiani, che sono surclassati dalla notorietà e spettacolarità dei
parchi africani, i quali senza alcun dubbio detengono a pieno diritto
la supremazia assoluta, per chi è appassionato di India, come me, non
potranno destare indifferenza grazie al grande fascino che essi
emanano, sia per la straordinaria bellezza dei luoghi, sia per il
particolare tipo di fauna che vi risiede e che può fare una differenza
sostanziale, anche se in deciso, conclamato svantaggio, con le grandi
riserve africane.

Il driver del mio ultimo viaggio in India, Parwish, un piccolo e nero
rajahstano di Jaipur profondamente innamorato del suo paese, mi disse
una volta durante un tramonto di quelli che favoriscono confidenze e
pensieri romantici: 'Sir, mi dica lei, qual'è l'altro paese al mondo
dove un luogo non è mai uguale all'altro, come qui da noi in India, e
dove può capitarle, come è accaduto a me, che all'improvviso le
attraversi la strada una gigantesca tigre adulta?'

Probabilmente la differenza sta proprio nella risposta a questa
domanda.

Ecco dunque alcune delle informazioni da me raccolte nel tempo,
relative ai parchi nazionali indiani in generale ma, in particolare,
ad alcuni di essi resi celebri dal fatto che essi ospitano e
proteggono dal rischio estinzione il più grande, nobile ed
affascinante felino asiatico: la tigre del Bengala.

- I parchi nazionali indiani -

In India sono stati ad oggi censiti oltre un centinaio di parchi
naturali e diverse centinaia di 'wildlife sanctuaries', luoghi
protetti dislocati nel territorio, dei quali solo una minima parte è
costituita da parchi marini o fluviali, (Andamane e Nicobare, Bihar,
Laccadive).

Non mi soffermerò qui, se non fugacemente, sulla descrizione degli
scopi di queste iniziative, nate in difesa delle biodiversità ed a
tutela di alcune specie a rischio di estinzione, come appunto la tigre
del Bengala od il leone asiatico.
La gran parte di questi luoghi è sostenuta finanziariamente da
fondazioni multinazionali che, come accade ovunque nel mondo laddove
circola parecchio denaro ed il controllo non è particolarmente
rigoroso, è molto facile che prevalga la disonestà sulla nobiltà degli
intenti.
Il caso del Sariska National Park, una delle più note riserve indiane
impegnate nel ripopolamento delle tigri, a causa della collusione tra
cacciatori di frodo e direzione del parco, nel giro di pochi anni
hanno distrutto, fino a farle scomparire, tutte le tigri presenti
nell'area.
Purtroppo, il commercio illegale di parti del corpo delle tigri è
altamente redditizio; ogni carcassa di animale supera i 50.000 USD
di valore e tali cifre, in paesi a bassissimo reddito come quelli
asiatici, rappresentano una forte motivazione verso il bracconaggio ed
traffico illecito di questi animali. E' questa e nessun'altra la causa
del rischio di estinzione che colpisce la specie.

La Tigre del Bengala.

Sono stato da sempre molto attratto da questo splendido animale: ho
sempre ammirato la sua bellezza impareggiabile, la potenza fisica, la
sensazione di libertà che essa ispira nel muoversi libera in alcuni
degli scenari naturali tra i più belli e misteriosi della terra, la
tenerezza dei suoi giochi da miciona, la terribile efficacia e ferocia
dei suoi assalti.

I bengalesi sono loro malgrado fra i più grandi esperti asiatici di
tigri, (nel Bengala sud-occidentale, esiste il più alto numero di
morti causate dalle tigri ogni anno), le hanno battezzate con nomi
diversi a seconda delle loro caratteristiche comportamentali: le 'admi
wala kanah', ad esempio, sono le tigri solitarie, quelle ritenute
cacciatrici formidabili grazie alla loro furtività ed abilità nel
celare la propria presenza, mentre le 'admikanevalla' sono le
mangiatrici di uomini, solitamente animali anziani dalle
caratteristiche fisiche meno performanti che preferiscono cacciare con
facilità esseri umani nei villaggi palustri piuttosto che combattivi
animali selvaggi nel fitto della foresta.

La tigre, l'ho scritto ancora, per me rappresenta uno degli ultimi
veri simboli di natura e di libertà viventi sul pianeta.

E' possibile visitare alcuni dei parchi naturali indiani dedicati al
ripopolamento delle tigri in assoluta libertà e, con una buona dose di
indispensabile fortuna, è anche possibile riuscire ad ammirare questi
splendidi felini nel loro ambiente naturale senza disturbarli né
arrecare loro alcun danno.
Le visite nei parchi, nei periodi stagionali determinati durante i
quali è permesso accedervi, sono rigorosamente regolamentate, il costo
giornaliero di accesso è abbastanza oneroso se si desidera effettuare
le escursioni a bordo di uno dei fuoristrada a 6 posti, mentre ha un
costo più accessibile se si effettua il tour a bordo di un mezzo
collettivo da 25 passeggeri, (Ranthambhore, Bandhavgarh). In qualche
caso, (Khana, Kaziranga ecc.), le escursioni si possono effettuare
anche a dorso di elefante.

Mi sembra superfluo sottolineare che la possibilità di successo
nell'avvistamento ed avvicinamento di questi animali, è direttamente
proporzionale alle caratteristiche del territorio ma anche alla
discrezione con la quale si effettueranno le spedizioni, va da se,
quindi, il fatto che 5 o 6 persone saranno molto più silenziose e
diligenti rispetto a 25.
Gli equipaggi sono generalmente formati da un driver, esperto del
territorio del parco, e da un ranger naturalista, generalmente si
tratta di studenti universitari o, comunque, di personale locale molto
ben preparato.

Ho visitato nell'ordine, il Sundarban National Park, il Keloadeo N.P.
ed infine, di recente, il Ranthambhore N.P..

Il Sundarban è situato alla foce della confluenza fra il Gange ed il
Brahmaputra, tra la regione indiana del West Bengal e L'East Bengal
del Bangladesh. Si tratta di un territorio acquitrinoso immenso, dalle
caratteristiche naturali estremamente ostili per l'uomo. E' questa la
ragione per la quale esso è stato dichiarato patrimonio dell'umanità
dall'UNESCO ed anche quella che ha fatto si che vi si stabilisse una
delle concentrazioni tra le più alte al mondo di tigri del Bengala.

E' una distesa infinita di mangrovie interrotta da una rete mirabile
di canali e golene che la trasformano in un dedalo spaventoso. E'
praticamente impossibile avventurarcisi senza essere scortati da guide
locali particolarmente esperte o senza una buona esperienza di
navigazione satellitare. Vi si potrebbe avanzare per giorni,
settimane, mesi senza riuscire a ritrovare la via di accesso. Io ho
visitato una parte del versante bengalese del parco, nel distretto di
Kulna, sicuramente molto meno attrezzato per le escursioni rispetto a
quello indiano.

A parte la difficoltà di riuscire a trovare localmente qualcuno
disposto ad addentrarsi in barca con te nel parco a causa del terror-
panico che le 'baghs', le tigri, suscitano nella gente locale soltanto
al sentirle nominare, il territorio è praticamente inesplorabile e
l'avvistamento degli animali è reso impossibile sia dalle
caratteristiche della vegetazione che dalla orografia con l' enorme
vastità della regione. Noi, e siamo stati ritenuti superfortunati,
abbiamo avvistato le orme recentissime di un grosso esemplare e nulla
più e per questo siamo stati a lungo interrogati sul come, dove e
quando dagli abitanti del villaggio di partenza terrorizzati dalla
possibile vicinanza di una mangiatrice di uomini.

Il 'Keoladeo Ghana National Park' , dedicato a Shiva, (Keoladeo), è
un'oasi ornitologica di fama internazionale, situata a sud di Jaipur.
Nata come la maggior parte dei parchi indiani quale riserva di caccia
del Marajah della regione, nell'antichità vantava la presenza di
alcune tigri e di alcuni leopardi prontamente eliminati dall'eroico
cacciatore. Un noto ristorante nei paraggi, ricavato in uno dei
padigloni di caccia di Sua Eccellenza, annovera fra i trofei appesi
alle pareti ben 6 teste di tigre! Superfluo aggiungere che di loro,
laggiù, non rimane nemmeno il ricordo.
E' un parco quindi 'dedicato' agli ornitologi la cui visita
consiglierei ai comuni mortali solo se durante un occasionale
passaggio da quelle parti, con una mezza giornata di tempo da perdere.

Del Ranthambhore N.P. ho già scritto abbastanza dettagliatamente su
questo ng nel corso del 2010, al rientro dal viaggio.
Mi tratterò di nuovo molto brevemente un momento per descriverne le
informazioni più salienti: è un parco di medie dimensioni dalle
caratteristiche territoriali molto belle e suggestive. Situato ai
confini a sud del Rajahstàn è raggiungibile da Jaipur con relativa
facilità tramite strade in ottime condizioni, oppure tramite la
ferrovia.
E' considerato universalmente uno dei parchi indiani nei quali è
statisticamente più elevato il numero degli avvistamenti di tigri e
leopardi. Ricchissimo di animali, tra i quali diverse varietà di
cervi, orsi, coccodrilli, scimmie ed uccelli è visitabile da novembre
a giugno, periodo in cui è chiuso per il sopraggiungere del monsone.
E' conveniente prenotare prima l'ingresso poiché in alcuni periodi
dell'anno, alta stagione, è difficilissimo trovare disponibilità di
posti, specialmente sulle piccole jeep. Tenere ben a mente che fino a
marzo il clima è decisamente freddo e nebbioso e che le escursioni si
fanno al mattino all'alba, su vetture aperte e con temperature
prossime allo 0!
Il periodo migliore in assoluto per osservare le tigri è, a detta di
tutti i locali, durante la bassissima stagione da fine aprile fino a
fine maggio, periodo in cui il clima è caldissimo e gli animali si
muovono spesso alla ricerca di acqua. I grandi fotografi naturalisti
di National Geographics ci vanno proprio in questo periodo.

Bandhavgarh, situata nel Madhiya Pradesh, è il mio prossimo
appuntamento naturalistico. Avrei voluto andarci da Ranthambore da cui
dista circa 800km, ma l'esiguità del tempo di viaggio residuo mi ha
convinto a rimandare ad altra occasione. Bandhavgharh dovrebbe
somigliare molto a Ranthambhore dal punto di vista orografico. Ospita
un numero elevato di tigri, gode di una organizzazione altrettanto
seria ed efficiente con la quale gli avvistamenti sono molto
facilitati. Potrebbe costituire una interessantissima sosta per coloro
che si rechino a visitare Varanasi.


G.














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Vecchio 19-04-2011, 17.23.11
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Predefinito Re: Parchi naturali indiani.

Avevo sentito che fosse quasi impossibile avvistare una tigre. Senza
contare la paura che avrei :P
Tigri a parte, quale dei parchi indiani che hai visitato ti ha colpito
di più per fauna e flora?
E i costi di un safari indiano come sono? E dal punto di vista
logistico che possibilità ci sono per organizzare le visite?
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Vecchio 19-04-2011, 17.23.11
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Avevo sentito che fosse quasi impossibile avvistare una tigre. Senza
contare la paura che avrei :P
Tigri a parte, quale dei parchi indiani che hai visitato ti ha colpito
di più per fauna e flora?
E i costi di un safari indiano come sono? E dal punto di vista
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Vecchio 19-04-2011, 17.23.11
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contare la paura che avrei :P
Tigri a parte, quale dei parchi indiani che hai visitato ti ha colpito
di più per fauna e flora?
E i costi di un safari indiano come sono? E dal punto di vista
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Vecchio 19-04-2011, 17.23.11
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Avevo sentito che fosse quasi impossibile avvistare una tigre. Senza
contare la paura che avrei :P
Tigri a parte, quale dei parchi indiani che hai visitato ti ha colpito
di più per fauna e flora?
E i costi di un safari indiano come sono? E dal punto di vista
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Vecchio 19-04-2011, 17.23.11
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contare la paura che avrei :P
Tigri a parte, quale dei parchi indiani che hai visitato ti ha colpito
di più per fauna e flora?
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Tigri a parte, quale dei parchi indiani che hai visitato ti ha colpito
di più per fauna e flora?
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Tigri a parte, quale dei parchi indiani che hai visitato ti ha colpito
di più per fauna e flora?
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Vecchio 19-04-2011, 17.23.11
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Avevo sentito che fosse quasi impossibile avvistare una tigre. Senza
contare la paura che avrei :P
Tigri a parte, quale dei parchi indiani che hai visitato ti ha colpito
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Vecchio 19-04-2011, 17.23.11
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Avevo sentito che fosse quasi impossibile avvistare una tigre. Senza
contare la paura che avrei :P
Tigri a parte, quale dei parchi indiani che hai visitato ti ha colpito
di più per fauna e flora?
E i costi di un safari indiano come sono? E dal punto di vista
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