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Vecchio 21-03-2011, 14.53.07
vismara vismara is offline
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Data registrazione: 23-06-2007
Messaggi: 2
Lightbulb Idea: Il ponte tibetano all'italiana

Nell’alta valle di Susa, nelle montagne torinesi, tra Cesana e Claviere, a mt 1750 quasi al confine con i nostri amici francesi, la natura ci regala le gorge di San Gervasio, dove,nel 2006, hanno aperto il ponte tibetano.
Ma che cosa è il ponte tibetano? E’ un ponte sospeso nel vuoto, costruito su delle spesse funi in acciaio con dei mancorrenti sempre in acciaio e con pedane distanziate le une dalle altre da una ventina di cm: in questo modo si può vedere bene il paesaggio di sotto.
Il ponte è sospeso a 30 metri d’altezza, mentre sotto scorre il torrente piccola Dora. E’ lungo 478 metri, successivamente ne troviamo un altro lungo 80 metri, con un'unica campata, sospeso a 80 metri d’altezza.
Poco prima di arrivare nel paese di Claviere, sulla destra c’è uno spiazzale dove si parcheggiano le auto, qui c’è anche una piccola casetta in legno che è la biglietteria e il punto d’informazioni.
Il costo del biglietto è di 8 Euro a persona e per percorrerlo c’è bisogno dell’attrezzatura, che è poi la stessa che necessita per percorrere la strada ferrata e cioè : un’imbragatura per l’arrampicata, un dissipatore e due cavi con due moschettoni di sicurezza a norma, che ci tengono sempre legati al filo d’acciaio, mentre il caschetto è obbligatorio solo se si percorre la strada ferrata.
Se tutto ciò non lo possediamo lo si può affittare al costo di 5 € a persona.
Qui, il personale che gestisce e le guide alpine di Bardonecchia ci aiutano e ci controllano che l’imbragatura sia messa correttamente e stretta al punto giusto, in più ci danno tutte le informazioni per goderci al meglio questa splendida avventura.
Poi a piedi si percorrerà un breve tragitto di circa 15 minti prima in salita, fino alla ******** di San Gervasio, poi tutto in discesa di circa 100 metri per arrivare alle gorge e alla casetta in legno dove c’è la partenza del ponte.
Questo lungo ponte è diviso in più campate e la prima passerella sicuramente è quella che ci farà più impressione, perché oscilla abbastanza ed è quella che attraversa da una parte all’altra delle gole.
Per me era la prima volta che percorrevano questo ponte, anche se erano anni che lo volevo fare e, appena ho messo il piede sul primo pezzo, non nego che mi tremavano perfino le gambe, anche se poi è diventato tutto molto naturale.
Non c’è alcuna paura di cadere, i sistemi di sicurezza sono ottimi, ai lati abbiamo i mancorrenti dove tenerci e sopra di noi c’è un cavo dove ancoriamo i nostri due preziosi moschettoni. Dobbiamo solo ricordarci di non spostare mai i moschettoni contemporaneamente, ma di farlo uno alla volta, in modo da avere sempre un ancoraggio alla fune d’acciaio.
Il primo pezzo è sicuramente il più brutto e se lo superiamo noteremo che dopo tutto è diventato molto più semplice.
Da qui inizia anche il pezzo più bello e spettacolare delle gorge erose, il paesaggio qui è a dir poco meraviglioso, un vero senso di libertà ci pervade. Arrivati qui il ponte fa una curva e da questo momento si percorrono le gole in modo longitudinale, mentre sotto di noi possiamo vedere il percorso che una volta si doveva percorrere per arrivare a Claviere o in Francia, che cammina accanto al torrente Dora.
Peccato solo che qui sotto ci sono anche alcuni rifiuti, questo perché tempo fa l’area era diventata una piccola discarica, ora piano piano stanno ripulendo questo splendido luogo.
Il ponte è abbastanza stabile, ma se ci muoviamo un po’ inizia a dondolare e se avete paura vi consiglio di non guardare sotto, nel vuoto, ma di mantenere sempre lo sguardo dritto davanti a noi, e soprattutto non bisogna soffrire di vertigini perché la sensazione di vuoto ci accompagnerà fino alla fine del ponte.
Durante il passaggio longitudinalmente alle gole, verso la fine del ponte vediamo anche una grande cascata.
Terminato il ponte si può scegliere se tornare indietro percorrendo il sentiero e tornare a piedi o percorrere la strada ferrata dei Militari.
Ovviamente, da spericolata quale sono, abbiamo deciso di percorrere la strada ferrata e questo per noi è stato il nostro battesimo.
Mi è piaciuto così tanto che ora non voglio fermarmi qui e vorrei percorrerne altre.
Anche perché penso che dopo alcune volte che si percorre il ponte tibetano ci sembrerà di fare una passeggiata, mentre le strade ferrate sono un’altra cosa, è un modo per metterci alla prova e sfidare persino noi stessi.
Ma cos’è una strada ferrata? E’ un percorso in montagna che può essere in verticale, in orizzontale, di varie difficoltà, solitamente sono mete alpinistiche. E’ costituito da “graffette” di acciaio piantate nella roccia, dove poggia il piede e da una fune in acciaio ad altezza busto/testa dove ancorare i moschettoni di sicurezza e le mani per aiutarsi nello spostamento: una via ferrata è un percorso sulla roccia a strapiombo.
Dobbiamo solo aver l’accortezza di prestar alcune attenzioni, infatti nei tratti ripidi non bisogna essere in più di due persone sul cavo d’acciaio, a meno che non si è nella progressione legati in corda, non bisogna neppure percorrere questi tragitti in condizioni climatiche avverse, tipo pioggia, neve o temporali, e mai percorrere queste strade in senso inverso.
Questa che abbiamo percorso noi è una parete verticale che divide i due torrenti, dove ci sono alcuni strapiombi, ma non è molto difficile. Ovvio che bisogna essere un po’ atletici e soprattutto non si deve aver paura del vuoto che c’è sotto di noi.
Anche qui non dobbiamo mai sganciare i moschettoni di sicurezza contemporaneamente, ma uno alla volta in modo da essere sempre ben ancorati.
L’ultimo pezzetto di questa fermata è una vecchia strada dei militari, risalente al periodo della grande guerra, subito dopo c’è un bunker che in parte è esploso.
Qualche anno fa per percorrerlo c’era bisogno di una torcia, ma ultimamente è sempre illuminato.
All’uscita ci troveremo magicamente in prati verdi dove se si vuole si può arrivare in cinque minuti alle piste da sci.
Ma non pensiate di aver terminato il percorso perché dopo il bunker per arrivare al punto di partenza, cioè al parcheggio, si deve percorrere un ultimo ponte tibetano. Questo è ad un’unica campata lunga 80 metri, ma questo è posizionato a 80 metri d’altezza, ma dopo tutto ciò che si è percorso questo oramai è uno scherzetto.
Questo splendido ponte lo possono percorrere tutti, anche i bambini, basta solo che siano più alti di un metro e 20.
Oltre a questo ultimo ponte se si vuole c’è anche la teleferica Tirolese, peccato che sia solo aperta nel mese di Agosto e quindi io non l’ho potuta fare, questo perché necessita di almeno quattro persone addette al controllo e quindi lo effettuano solo nel periodo di maggior affluenza.
Per me questa è stata un’esperienza molto bella e soprattutto spettacolare. Non nego che bisogna aver coraggio, ma alla fine ne sarete sicuramente entusiasti, un’esperienza unica che bisognerebbe davvero provare.
Il ponte tibetano è aperto dal 22 Maggio fino a Settembre solo nei week end, mentre dal 1 Luglio alla prima domenica di settembre è aperto tutti i giorni.
Tecnicamente questo ponte è un’opera davvero importante ed è stato costruito in maniera molto complessa e anche difficoltosa, proprio per l’ambiente estremo in cui esso è posizionato.
Preventivamente sono stati studiati in maniera molto minuziosa tutti i luoghi e il posizionamento dei cavi che è avvenuto con l’aiuto di un elicottero e con delle guide alpine che si calavano pericolosamente e in modo acrobatico in queste pareti rocciose, pensate solo che i cavi sono ancorati all’interno della roccia per 8 / 10 metri.
Le guide alpine hanno fatto molto per la costruzione di questo ponte e questo è stato dedicato a Sergio Bompard che era una guida alpina, scomparsa nel 2006, a causa di una malattia, ma che ha lavorato molto e duramente per questo ponte.
Di conseguenza un grazie di cuore è doveroso anche a tutti coloro che hanno realizzato e hanno collaborato alla realizzazione di tutto ciò.
Per raggiungere Claviere da Torino bisogna imboccare l’autostrada A32 verso Frejus fino all’uscita di Oulx est, si attraversa Oulx e si prosegue sulla SS23 in direzione Sestriere fino a Cesana Torinese.
Mentre in treno si deve arrivare fino alla stazione ferroviaria di Porta Nuova o Porta Susa e prendere il treno fino ad Oulx-Cesana-Claviere-Sestriere. Da qui ci sono delle navette fornite dal servizio pubblico.
Buone vacanze, sia a chi le deve ancora fare che a chi le ha già fatte...
domani parto anche io... quindi per un pò non mi sentirete.....
un saluto a tutti coloro che mi hanno letta...
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