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Vecchio 29-02-2008, 13.17.04
alberto
 
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Predefinito Rece su Patagonia 2007

Ammetto la pigrizia, ma dopo aver letto la rece di Wyvern sulle St
Johns vorrei contribuire con qualche mio ricordo di viaggio,
ottemperando ad uno degli ovvi doveri di appartenenza al NG di
informare.

Un anno fa sono stato per venti giorni in Argentina. Un viaggio
neanche troppo programmato ma realizzato al volo per una serie di
disponibilità di tempo che si erano venute a creare.

Per farla breve viaggio Milano - Bs Aires via Francoforte con LH.
Arrivato a Ezeiza con il pullman di Tienda Leon mi trasferisco a
Aeroparque, l'aereoporto domestico, dove tre ore dopo decollo per
Neuquen nel Rio Negro con un volo Lade.
Oltre ad avere parentele strette in quella regione mi attira il
trekking finalizzato alla prospezione e visita di siti archeologici
assai numerosi in tutta la zona, anche se non conosciuti se non a
livello di appassionati. Si tratta di siti dove sono stati rinvenuti
importanti reperti fossili del cretaceo affioranti ed in parte ancora
concresi e da estrarre.
La zona è quella compresa fra Cutral Co e i giacimenti petroliferi di
Rio Colorado, in una depressione desertica dove fra placche di
salgemma affiorano tronchi di palma fossili, ossa giganti e dove
recentemente sono state trovate una quarantina di nidi con uova di
dinosauro, per lo più del tipo velociraptor.
Il modo migliore per visitare questi siti è di fare riferimento al
museo antropologico dell'Università del Comahue oppure di informarsi
direttamente a Picun Leufu dove sono stati trovati oltre ai resti
pressoché completi del gigantosaurus valentinii (un cugino più grosso
del T Rex)orme e denti di altri predatori e mansueti erbivori.
Andando sulle rive del Lago Ramos Mexia, appunto vicino a Picun Leufu,
sono visibili quasi ovunque gli scavi effettuati da vari organismi,
fra cui il Conicet una sorta di CNR argentino e anche l'Università di
Parma.
Il modo migliore di girare la zona è affittare un pick up, alto e
robusto per non risentire delle strade sterrate che caratterizzano la
zona. Attenzione ai rifornimenti, a dispetto dei campi petroliferi i
distributori sono rari e distanziati fra di loro e costituiscono anche
l'unica fonte di approvvigionamento per bevande e cibo.
Solamente sul Lago si sta tentando di stabilire una sorta di "lido"
per i turisti ma i risultati al momento della mia visita sono poco
incoraggianti.
Per dormire ci sono due soluzioni, dormire appunto nel cassone del
pick up oppure tornare ogni volta in paese a Picun oppure Pilcaniyeu.
Li ci sono degli affittacamere a buon mercato e molto basic. In
compenso alla sera si ottiene dell'ottima carne arrostita (asado) al
prezzo di un Mc Donald italiano. Molto da fare non c'è alla sera :
osservare un cielo incredibilmente terso e cosparso di innumerevoli e
luminosissime stelle, a volte si intravede il passaggio di qualche
satellite, veramente incredibile. Il silenzio è rotto dall'abbaiare
rauco dei guarà una specie di coyote locale e dal passaggio di colonne
di camion con fino a tre rimorchi in tandem.
Il turismo è ancora molto lontano da questi posti, ci si arriva per
interesse diretto ma sorprende la possanza di tanta natura, di questi
spazi enormi, di queste mesetas che sembrano tagliate col coltello, la
terra rossa insomma sembra di essere nel Nevada. L'assenza di
strutture, chiamiamola civiltà, secondo me è tuttora un valore
aggiunto per chi sa apprezzare concedendo a ciò delle ovvie cadute di
comfort.
Chi fosse interessato ad animali, endemici sono il nandù una sorta di
piccolo struzzo, il guarà anzidetto che sembra un cagnone rossiccio
dall'espressione afflitta tipo Wilcoyote , il jabalì che altri non è
che un cinghiale irsuto e di pessimo carattere, il puma rarissimo da
vedere poiché molto astuto e guardingo,il gato montes una sorta di
lince di serie b ma dicono istericamente aggressivo, più altri
animaletti più piccoli tipo arvicole, conigli patagonici a gambe
lunghe, armadilli ecc. Unica attenzione da fare vicino ai corsi
d'acqua e in genere in aree umide soggiornano dei crotalidi assai
velenosi e pericolosi per cui è meglio calzare scarpe alte e robuste e
comunque abituarsi a girare con un bastone.
Per riprendermi decido di puntare a est secco, dopo 900 km di pullman
eccellente con tanto di servizio a bordo tipo aereo arrivo a Puerto
Madryn una cittadina tipicamente argentina, organizzata
cartesianamente in quadras di mt 100 x 100, dove ovviamente girare è
come giocare a battaglia navale. Così dal mio albergo al porto per
arrivare al diving devo percorrere solamente due quadre a destra e poi
una quadra a sinistra.
Così trovo Lobo Larsen un diver tozzo e dallo sguardo sospettoso che
dopo poco si scioglie e quando capisce che anche tu hai la
passionaccia di riempirti di azoto inizia a sorridere. Lobo è uno dei
pochi autorizzati a portare subacquei a fare immersioni un pelino
"oltre". Significa che fare un'immersione alla Pensinsula Valdes è
decisamente noioso, fondo di ghiaia, un po di verdura, un po tipo
kelp, cernie smunte, pesciolini distratti rari squali smeriglio che
saettano e finita li. Poi le profondità, mai oltre i venti metri, per
cui dopo il check dive durato 50 minuti sono uscito con 140 bar ancora
in bombola. L'acqua è fredda e la sette millimetri non è proprio il
meglio ma è quanto passa il convento. Lobo dice che la stagna è "para
maricones", un giro di parole per definire persone sessualmente
indecise.
Questo crea però l'occasione da parte mia di lamentarmi, chiedo
qualche cosa di meglio e a quel punto si decide il mattino successivo
di andare per leoni marini.
Partiamo alle 5 del mattino, per me un supplizio, e la colazione è una
bevuta di mate a bordo, per gli amanti del genere un infuso amarognolo
con qualità antipeptiche assolute e certamente un turbodiuretico. La
navigazione dura un'ora e ci portiamo al largo di Punta Norte di
Valdes. Dopo i preparativi di rito, siamo in tre e il briefing è
veramente veloce e poco formale (bueno, bajamos y vemos lo que pasa,
al alcanzar los 60 bar se sube = bene, scendiamo e vediamo che
succede, quando si arriva a 60 bar di aria si sale). Sono perplesso,
l'acqua è nera, la punta di sabbia e rocce è abbastanza lontana e non
intravedo secche o altro. Lobo mi sorride e mi rassicura dicendo
vedrai che sorpresa. Mi butto in acqua e quasi subito iniziamo a
scendere su un fondale di neanche 25 metri , ghiaia e qualche masso.
Non faccio tempo a prendermela mentalmente che mi sento letteralmente
osservato da due occhioni enormi e neri, sono attorniato da una, due
non so più quante otarie che mi sfilano strisciandosi a volte su di me
e che , penso, per gioco o sfida piroettano e aspettano che faccia
altrettanto. Inizia così una delle immersioni più strane e surreali
della mia esperienza di sub. Un balletto fra otarie e turista italiano
(sovrappeso..)dove ogni tanto una si stacca insegue un'aringa , la
pappa e torna. Cerco di contarle ad un certo punto ma non riesco,
saranno trenta o quaranta e quasi tutte adulte e di stazza tosta.
L'otaria è un animale di circa due metri e mezzo di lunghezza e quasi
trecento chili di peso da maschio. Una pacca gentile è come una
sportellata presa al volo e si sente e le otarie sono animali alquanto
curiosi e intraprendenti.
Saliamo ad un certo punto non tanto per l'aria ma il freddo sta
diventando fastidioso, l'acqua nonostante la stagione estiva è a 12
gradi e la muta umida sarà per maschi veri ma io inizio a tremare dal
freddo.
Il ritorno mi lascia soprapensiero, vedrò sempre nei miei ricordi gli
occhioni vispi e vivaci di questi buffi ed assieme elegantissimi
animali e mi emoziono quando penso che finito di togliermi
l'attrezzatura in plancia guardando il mare vedo una distesa di teste
emerse che mi stanno guardando, quasi a salutarmi.
La zona della Peninsula si presta anche a gite guidate di stampo
prettamente naturalistico. Localmente ci si unisce a questi tour
organizzati da biologi che sanno spiegare con molta bravura e grande
trasporto le particolarità di tantissimi animali e dell'ecosistema
particolare di questo angolo di Patagonia.
I più pigri potranno corroborarsi sulle spiaggie strasolitarie che
sfilano a sud di Madryn, un buon libro, una bottiglia di birra Quilmes
e un pensiero distratto a ciò che aspetta a casa.

Il seguito si è svolto fra Ushuaja e la penisola antartica, ma lo
descriverò un'altra volta.

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Vecchio 29-02-2008, 13.49.52
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Predefinito Re: Rece su Patagonia 2007

alberto ha scritto:
....[color=blue]
> Il ritorno mi lascia soprapensiero, vedrò sempre nei miei ricordi gli
> occhioni vispi e vivaci di questi buffi ed assieme elegantissimi
> animali e mi emoziono quando penso che finito di togliermi
> l'attrezzatura in plancia guardando il mare vedo una distesa di teste
> emerse che mi stanno guardando, quasi a salutarmi.[/color]

Bello, un bellissimo racconto Alberto, complimenti! Finalmente il giusto
equilibrio fra informazione, sensazioni personali, consigli di viaggio,
un racconto intenso ma asciutto e senza fronzoli.

[color=blue]
> Il seguito si è svolto fra Ushuaja e la penisola antartica, ma lo
> descriverò un'altra volta.[/color]

val la pena aspettare. E di questo, nessuna foto?

intanto grazie

ciao
Beppe

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chi viaggia vede molto di più"
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Predefinito Re: Rece su Patagonia 2007

alberto ha scritto:
....[color=blue]
> Il ritorno mi lascia soprapensiero, vedrò sempre nei miei ricordi gli
> occhioni vispi e vivaci di questi buffi ed assieme elegantissimi
> animali e mi emoziono quando penso che finito di togliermi
> l'attrezzatura in plancia guardando il mare vedo una distesa di teste
> emerse che mi stanno guardando, quasi a salutarmi.[/color]

Bello, un bellissimo racconto Alberto, complimenti! Finalmente il giusto
equilibrio fra informazione, sensazioni personali, consigli di viaggio,
un racconto intenso ma asciutto e senza fronzoli.

[color=blue]
> Il seguito si è svolto fra Ushuaja e la penisola antartica, ma lo
> descriverò un'altra volta.[/color]

val la pena aspettare. E di questo, nessuna foto?

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alberto ha scritto:
....[color=blue]
> Il ritorno mi lascia soprapensiero, vedrò sempre nei miei ricordi gli
> occhioni vispi e vivaci di questi buffi ed assieme elegantissimi
> animali e mi emoziono quando penso che finito di togliermi
> l'attrezzatura in plancia guardando il mare vedo una distesa di teste
> emerse che mi stanno guardando, quasi a salutarmi.[/color]

Bello, un bellissimo racconto Alberto, complimenti! Finalmente il giusto
equilibrio fra informazione, sensazioni personali, consigli di viaggio,
un racconto intenso ma asciutto e senza fronzoli.

[color=blue]
> Il seguito si è svolto fra Ushuaja e la penisola antartica, ma lo
> descriverò un'altra volta.[/color]

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alberto ha scritto:
....[color=blue]
> Il ritorno mi lascia soprapensiero, vedrò sempre nei miei ricordi gli
> occhioni vispi e vivaci di questi buffi ed assieme elegantissimi
> animali e mi emoziono quando penso che finito di togliermi
> l'attrezzatura in plancia guardando il mare vedo una distesa di teste
> emerse che mi stanno guardando, quasi a salutarmi.[/color]

Bello, un bellissimo racconto Alberto, complimenti! Finalmente il giusto
equilibrio fra informazione, sensazioni personali, consigli di viaggio,
un racconto intenso ma asciutto e senza fronzoli.

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> Il seguito si è svolto fra Ushuaja e la penisola antartica, ma lo
> descriverò un'altra volta.[/color]

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alberto ha scritto:
....[color=blue]
> Il ritorno mi lascia soprapensiero, vedrò sempre nei miei ricordi gli
> occhioni vispi e vivaci di questi buffi ed assieme elegantissimi
> animali e mi emoziono quando penso che finito di togliermi
> l'attrezzatura in plancia guardando il mare vedo una distesa di teste
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> Il seguito si è svolto fra Ushuaja e la penisola antartica, ma lo
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alberto ha scritto:
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> Il ritorno mi lascia soprapensiero, vedrò sempre nei miei ricordi gli
> occhioni vispi e vivaci di questi buffi ed assieme elegantissimi
> animali e mi emoziono quando penso che finito di togliermi
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alberto ha scritto:
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