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Vecchio 01-11-2007, 08.51.37
Vincio
 
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Predefinito Informazioni sanitarie sulla Malaria

Informazioni sanitare sulla Malaria

AVVERTENZA

queste informazioni sono puramente indicative, è sempre meglio
consultare il proprio medico e/o un medico specializzato della vostra
ASL



dove non riportato le informazioni sono tratte da:

<http://www.ilgirodelmondo.it/html/malaria_b.html>

Che cosa è ?

La malaria è una malatia infettiva causata nell'uomo da 4 specie di
protozoi del genere Plasmodium: P.falciparum, P.vivax, P.ovale,
P.malariae.
Dei quattro plasmodi il P.falciparum è particolarmente pericoloso
potendo causare infezioni letali anche in brevissimo tempo.

Come si trasmette all'uomo?

L'infezione è trasmessa all'uomo dalla zanzara femmina del genere
Anopheles; ne esistono centinaia di specie variamente distribuite in
tutti i continenti. Le zanzare tendono a pungere all'imbrunire e di
notte.
E' soprattutto in questi momenti che devono essere messe in atto tutte
le misure di protezione contro gli insetti vettori di malattie
(zanzariere, repellenti, insetticidi).

Dove si può contrarre l'infezione?

Il rischio di acquisire la malattia è esteso a gran parte delle regioni
intertropicali ed ad alcune aree a clima temperato-continentale
(Turchia, alcune Repubbliche centro-asiatiche dell'ex URSS) La
prevalenza della malattia non è tuttavia uniforme in tutte le regioni e
così la distribuzione delle 4 specie di plasmodi è molto varia.
Anche all'interno dei singoli paesi esistono aree in cui la trasmissione
della malattia è elevata ed altre in cui è sporadica, stagionale o
assente.
La maggior parte dei casi di malaria avviene in Africa intertropicale
(>90%); in questa parte del continente la trasmissione è uniformemente
diffusa senza particolari distinzioni tra aree urbane o rurali o tra le
diverse epoche dell'anno (fatta eccezione per i paesi agli estremi nord
e sud); le sole aree che possono essere considerate indenni sono quelle
al di sopra dei 2.000 metri di altitudine.
Al contrario le aree endemiche dell'America latina e dell'Asia
presentano una distribuzione della trasmissione molto irregolare, talora
stagionale; sono molto sovente indenni le aree urbane e le principali
stazioni turistiche.Nel corso del tempo nelle aree malariche il numero
di casi può aumentare in modo drammatico ed una zona considerata a basso
rischio può divenire ad alto rischio. Ciò può essere causato tanto da
modificazioni climatiche, tanto da cambiamenti socio-politici (riduzione
delle misure di controllo dell'epidemia, movimenti di popolazione ecc.).
Per poter stabilire il rischio di acquisire la malaria occorre pertanto
conoscere con precisione la località visitata, l'epoca del viaggio, il
tipo di viaggio (alloggiamento, organizzazione), la durata del
soggiorno.

Mappe

siti dove è possibile verificare la presenza della malaria:

<http://wwwn.cdc.gov/travel/destinationList.aspx>

<http://www.cdc.gov/malaria/travel/index.htm>

<http://www.malarone.com/malariaregions.html>


Qual è il rischio di contrarre la malattia?

La malaria rappresenta uno dei principali rischi per i viaggiatori
diretti verso i paesi tropicali.
L'incidenza della malattia è notevolmente aumentata negli ultimi 20 anni
e si calcola che circa 270.000.000 di persone contraggano l'infezione
ogni anno. Questo fenomeno è dovuto in parte anche alla diffusione di
ceppi di P.falciparum resistenti ai farmaci antimalarici. Anche il
numero di casi di malaria importati è in aumento e ogni anno si
registrano circa 30.000 casi (più di 1.000 in Italia) in persone che dai
paesi industrializzati si recano nelle aree endemiche.
Il rischio di contrarre l'infezione è molto elevato in caso di soggiorno
in Africa intertropicale, mentre è inferiore, salvo alcune aree
altamente endemiche, in caso di soggiorno in America latina ed in Asia;
il rischio di infezione è calcolato nel 3% per ogni mese di soggiorno
senza chemioprofilassi in Africa orientale e occidentale.
Il rischio relativo di contrarre la malaria tra Africa intertropicale
rispetto al Sud America é dell'ordine di 80:1.
Questo rischio è largamente prevenibile; la maggior parte dei casi di
malaria si verifica infatti in soggetti che non hanno fatto una
chemioprofilassi efficace o non hanno assunto farmaci del tutto. I casi
fatali sono stati osservati in contesti analoghi e sono anche legati ai
ritardi di diagnosi e di trattamento causati da scarsa informazioni sul
rischio di infezione in occasione di soggiorni i paesi tropicali.
Tutti coloro che si recano nelle aree endemiche possono contrarre la
malattia, compresi coloro che hanno già avuto in precedenza la malaria;
non si stabilisce una immunità protettiva.

La malattia?

Cosa avviene dopo la puntura della zanzara.
Dopo la puntura infettante (quasi sempre inavvertita), i parassiti si
sviluppano nel fegato dell'uomo senza causare sintomi; è questo il
periodo di incubazione, della durata variabile secondo le specie ed i
ceppi. Questo periodo può essere molto breve (da un minimo di 6-7 giorni
per il P.falciparum ) ad alcuni mesi (per le altre specie).
Trascorso questo periodo i plasmodi raggiungono il sangue dove
parassitano il loro bersaglio, i globuli rossi.

Come si manifesta la malattia?

Una volta raggiunti i globuli rossi inizia la fase sintomatica
caratterizzata principalmente dalla febbre accompagnata molto sovente
dai brividi, dalla cefalea, da anemia e da manifestazioni
gastrointestinali come vomito e dolori addominali.
A questi sintomi possono aggiungersene altri soprattutto nei casi più
gravi: alterazioni della coscienza sino al coma, convulsioni, ittero,
insufficienza renale, insufficienza respiratoria, emorragie. I sintomi
possono essere di intensità variabile in conseguenza di molteplici
fattori.
I pazienti che assumono una chemioprofilassi non adeguata o
insufficiente possono presentare inizialmente sintomi più sfumati.
L'infezione da P.falciparum può essere letale (0,6-3,8% dei casi) con
tassi anche più elevati nelle età estreme e durante la gravidanza.

La diagnosi:

Cosa si deve fare se si sospetta di avere contratto la malaria?

La malaria può essere una malattia molto grave e richiede una diagnosi
ed un trattamento molto tempestivi. Il solo mezzo per confermare la
diagnosi di malaria consiste nell'osservare il parassita nel sangue del
paziente per mezzo di un esame al microscopico (striscio e goccia
spessa). Sono attualmente disponibili nuovi test che consentono di
diagnosticare l'infezione mediante cartine simili a quelle che si
utilizzano per la determinazione dello zucchero nel sangue o per i test
di gravidanza.
In alcuni casi, quando non si è in grado di effettuare l'esame del
sangue in tempi brevi può essere prudente effettuare un trattamento
empirico semplicemente sulla base del sospetto di infezione. Il
trattamento deve comunque essere prescritto da un medico esperto.

Come ci si può proteggere dall'infezione?

Due sono i cardini della protezione dall'infezione: la chemioprofilassi
e la protezione nei confronti del vettore.

E' essenziale che ogni viaggiatore sappia che non esiste nessuna
profilassi farmacologica che offre una protezione completa. Tutti i
farmaci disponibili hanno effetti collaterali di vario grado che ne
diminuiscono la tolleranza e di conseguenza riducono la aderenza al
trattamento.
La protezione nei confronti delle zanzare resta tuttora la pietra
miliare nelle difese contro l'infezione malarica.
Una adeguata protezione nei confronti delle punture di insetto consente
di ridurre del 90% il rischio di malaria.
Nella maggior parte dei casi le zanzare tendono a pungere all'imbrunire
quando l'intensità dei raggi solari si riduce.
E' soprattutto in questi momenti che è essenziale che i viaggiatori
mettano in atto tutte le misure per impedire il contatto con l'insetto.

Alcuni sintetici suggerimenti per evitare l'infezione malarica

Organizzare il viaggio in area endemica in periodo di bassa
trasmissione
Non esporsi alle punture infettanti alla sera e di notte
Indossare vestiti impregnati di insetticida ed utilizzare le zanzariere
(possibilmente impregnate)
Indossare vestiti coprenti (maniche lunghe, pantaloni lunghi)
Evitare di soggiornare vicino a raccolte d'acqua
Applicare sulla pelle repellenti per insetti (evitando di contaminare
la regione orale e gli occhi)
Utilizzare una chemioprofiolassi se indicato dal medico

Altri suggerimenti sulla protezione fisica contro gli insetti

<http://edis.ifas.ufl.edu/IN419>

I prodotti repellenti della zanzara funzionano?
I repellenti rendono gli esseri umani non attraenti ad una zanzara le
zone del corpo che sono state protette con il prodotto.
I repellenti non uccidono le zanzare.
I repellenti migliori assicureranno la protezione dai morsi per un
periodo di tempo lungo dopo l'applicazione.

Che tipo di repellenti della zanzara è disponibile?

I prodotti repellenti che sono attualmente disponibili sono prodotti
chimici sintetici, quale DEET, o prodotti chimici derivati di pianta
quale citronella.
Le varie formulazioni di questi repellenti sono disponibili in varie
combinazioni che differiscono nella quantità di principio attivo, che è
la sostanza che realmente respinge la zanzara. Questi prodotti sono
disponibili come spray, roll-on, stick, spuma e lozioni.

Etichette del prodotto
È molto importante leggere l'etichetta prima di usare qualsiasi
repellente e ricordarsi di quanto segue:

Sia la N, N-etilico-m.-toluamide che la N, N-diemethylbenzamide sono
nomi chimici per DEET; l'etichetta può o meno avere la parola "DEET"
Ci sono raccomandazioni differenti per la frequenza ed il dosaggio delle
applicazioni

DEET è un principio attivo efficace trovato in molti prodotti repellenti
ed in una varietà di formulazioni.
Sulla base di uno studio 2002

Il prodotto che contiene 23.8% DEET ha assicurato una media di 5 ore di
protezione dai morsi della zanzara.
Il prodotto che contiene 20% DEET ha assicurato quasi 4 ore di
protezione
Il prodotto con 6.65% DEET ha assicurato quasi 2 ore di protezione
I prodotti con 4.75% DEET potevano sia assicurare approssimativamente 1
e mezza ora di protezione.
Questi esempi rappresentano i risultati da soltanto uno studio e
soltanto sono inclusi per fornire un'idea generale di come tali prodotti
possono funzionare. La protezione reale varierà ampiamente basato sui
termini quali la temperatura, la traspirazione e l'esposizione
dell'acqua.

Assicurarsi che l'etichetta del repellentie indichi esattamente verso
quali animali è indicatoon sia dannoso per gli insetti utili

NON applicare repellenti e crema per la protezione solare.

Tenere presente che i repellenti non proteggono ugualmente tutti le
persone.
L'efficacia di un repellente dipende dalla specie della zanzara che sta
mordendo così come l'età, il sesso, il livello di attività e il
attractivness dell'essere umano che usando il repellente.

Considerare quanto segue quando scegliete un repellente:

Siete in una zona dove sapete che le zanzare portatrici di malattia sono
presenti?


Il tempo speso all'aperto la sera sarà più lungo di un'ora?

Sarete in una zona con molta vegetazione ed/o umida durante il giorno?

l'umidità e la temperatura sono alte?

Come applicare i repellenti della zanzara

LEGGERE L'ETICHETTA!!!
Applicar secondo le indicazioni sull'etichetta.

Prima testae il prodotto su una zona limitata del corpo, alcune persone
possono risultare allergiche agli ingredienti del repellente.

Non applicare sulla bocca o attorno gli occhi, i tagli, ferite, o su
pelle bruciata o irritata.

Per applicarlo sulla faccia, spruzzare sulle mani in primo luogo e poi
strofinate le mani sulla faccia.

Applicar SOLTANTO sulle parti del corpo che sono esposte.
Alcuni repellenti possono applicarsi direttamente a vestiti, ma
controllate l'etichetta prima.
Non applicatelo sulla pelle che sarà coperta da vestiti.

Non permettere che i bambini in giovane età applichino repellenti.

Usare solo la quantità indicata sull'etichetta. di più non sempre è
meglio!

Tenere presente che alcune cose possono fare diminuire l'efficacia del
repellente come: attività che causano la traspirazione, l'alta umidità,
la temperatura elevata, la pioggia e lo swimming


Esistono farmaci in grado di ridurre il rischio di malattia?

Diverse sostanze sono attive allo scopo ma, come detto prima, nessuna è
attiva al 100%.
La scelta del farmaco da impiegare deve tenere conto soprattutto della
distribuzione geografica della malattia, delle diverse specie di
plasmodi e soprattutto della distribuzione geografica del P.falciparum
resistente alla clorochina.
La resistenza del P.falciparum alla clorochina è ormai molto estesa in
Asia, Africa e Sud America; resitenza ad altri antimalarici come la
meflochina (Lariam), i sulfamidici (Fansidar, Metakelfin), l'alofantrina
(Halfan) ed il chinino è descritta in molti paesi del Sud Est asiatico,
dell'Africa e del Sud America. Ciò è particolarmente grave in quanto la
malaria da P.falciparum può essere rapidamente fatale. La clorochina è
attualmente ancora attiva per sopprimere i ceppi di P.vivax, ma in
alcuni paesi sono state descritte resistenze anche da parte di questo
plasmodio (Papua New Guinea, Indonesia, Thailandia e India). Le aree
dove la resistenza agli antimalarici è presente non sono tutte
conosciute e il processo è in continua evoluzione.
In tutti i casi è pertanto necessario che i farmaci utilizzati
raggiungano livelli ematici adeguati a bloccare i parassiti rilasciati
dal fegato per tutto il periodo più comune di incubazione (almeno fino a
4 settimane dal rientro dal viaggio).

Nonostante ciò i viaggiatori possono manifestare l'infezione mesi dopo
il viaggio anche se hanno effettuato una chemioprofilassi corretta (in
genere da specie diverse da P.falciparum). Il medico del Centro di
Medicina dei Viaggi potrà indicare il migliore schema di profilassi
considerando tutte le variabili individuali di ogni singolo viaggiatore
(età, malattie concomitanti, trattamenti farmacologici
contemporaneamente assunti, località di destinazione, durata del
soggiorno, modalità di viaggio).

ELENCO FARMACI ANTIMALARICI

<[url]http://www.who.int/malaria/pages/performance/antimalarialmedicines.html[/url][color=blue]
>[/color]
<http://mednet3.who.int/prequal/lists/mal_suppliers.pdf>

Avvertenza
in alcuni Paesi sono in vendita farmaci antimalarici contraffatti, si
consiglia pertanto di acquistarli prima di partire

Al momento sono disponibili sei schemi di profilassi. La loro
indicazione su un piano generale dipende da molteplici elementi: la
distribuzione geografica delle specie di plasmodi, la prevalenza
dell'infezione nella regione visitata, la resistenza ai farmaci da parte
di P.falciparum, le caratteristiche individuali del viaggiatore e la
possibilità di adottare misure di protezione dalla puntura dell'insetto
vettore).
Sul piano individuale le indicazioni devono essere valutate sulla base
dei benefici e dei potenziali rischi e delle specifiche
controindicazioni di ogni farmaco.
Al momento sono disponibili sei schemi di profilassi.
La loro indicazione su un piano generale dipende da molteplici elementi:
la distribuzione geografica delle specie di plasmodi,
la prevalenza dell'infezione nella regione visitata,
la resistenza ai farmaci da parte di P.falciparum,
le caratteristiche individuali del viaggiatore e la possibilità di
adottare misure di protezione dalla puntura dell'insetto vettore.

Meflochina
Questo farmaco è stato largamente impiegato in tutto il mondo con ottimi
risultati. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità ed i CDC di
Atlanta (USA) è tuttora il farmaco di riferimento per tutte le zone dove
prevale P.falciparum resistente alla clorochina (in pratica quasi tutte
le zone malariche).
L'efficacia ( > 90%) e la facilità di impiego ne hanno fatto il farmaco
di scelta nella maggior parte delle occasioni. Assumendola una volta
alla settimana fornisce una protezione nei confronti della malaria nella
maggior parte delle regioni a rischio.
Benché vi sia una sostanziale convergenza di opinioni sulla efficacia
del farmaco alcune perplessità riguardanti la tollerabilità derivano da
alcuni studi e soprattutto da osservazioni aneddotiche; alcuni
viaggiatori riferiscono reazioni avverse neuropsicologiche (vertigini,
ansia, insonnia, fobie, depressione, incubi, cefalea) e gastroenteriche
(diarrea, nausea) che possono limitarne l'uso. Gli studi più
approfonditi hanno tuttavia dimostrato che la meflochina è in genere ben
tollerata .
E' vero che taluni non tollerano il farmaco, ma è anche vero che molti
lo prendono con beneficio senza disturbi.
Gli studi sopra citati hanno dimostrato che l'85% delle persone non ha
effetti collaterali. Nel restante 15% vengono segnalati cefalea,
vertigini che si risolvono senza problemi con acetaminofene o
tachipirina.
Più comuni sono i disturbi del sonno. Soltanto una piccola percentuale
di viaggiatori (tra lo 0,2 ed il 3,9% secondo gli studi) sospende il
trattamento. Le reazioni avverse gravi si verificano in rari casi
(1/10.000).
Benché rari questi effetti collaterali devono essere attentamente
considerati. La principale osservazione è che l'ansia e la depressione
possono perdurare per mesi dopo il viaggio.
La maggior parte dei sintomi compare dopo le prime dosi, mentre se il
farmaco è ben tollerato può essere assunto senza problemi per mesi.
Non c'è evidenza che l'uso prolungato (anche 6-12 mesi) sia associato a
maggiore incidenza di effetti collaterali.
Le donne possono soffrire maggiormente di effetti collaterali rispetto
agli uomini.
E' anche da sottolineare che l'uso di alcolici nelle 24 ore che
precedono e seguono la somministrazione può essere una delle cause
principali di cattiva tolleranza del farmaco.
Devo quindi prendere la meflochina?
Non è sempre semplice rispondere.
I fatti sono che la malaria uccide milioni di persone ogni anno, che
l'infezione da P.falciparum ha una letalità del 2-3% e che il rischio di
esposizione non è sempre evidente.
D'altra parte, in alcune zone malariche la trasmissione è sporadica e
minima, e l'esposizione può essere prevenuta con misure diverse come le
zanzariere o i repellenti per insetti.
La decisione dipende da una serie di elementi che devono essere discussi
con il Medico del Centro di Medicina dei viaggiatori e consistono in
particolare: destinazione esatta (zone urbane, rurali), escursioni,
durata del soggiorno in zona malarica, modalità di soggiorno,
alloggiamento.

Posso fare qualcosa per adattarmi nel miglior modo possibile alla
chemioprofilassi?

Se la meflochina è la prima scelta per una corretta profilassi si
possono adottare delle strategie per verificare in anticipo la
tolleranza e contemporaneamente raggiungere concentrazioni efficaci di
farmaco.
Si può anticipare l'assunzione nelle 2-3 settimane prima della partenza;
in tal modo si può verificare la tollerabilità in condizioni ottimali,
senza lo stress del viaggio e de eventualmente stabilire in caso di
intolleranza un regime alternativo se disponibile (clorochina +
proguanile, atovaquone + proguanile).
Per ridurre al minimo i problemi di sonno, si può assumere il farmaco al
mattino con il cibo; le donne ed i bambini potrebbero frammentare la
dose e assumerla in due somministrazioni settimanali. Importante non
assumere alcolici nelle 24 ore che precedono e seguono la
somministrazione del farmaco.

Controindicazioni:

esistono alcune controindicazioni al trattamento con meflochina:
precedenti malattie psichiatriche, convulsioni, o conosciute reazioni
avverse gravi alla meflochina. Anche la coesistenza di alterazioni del
ritmo cardiaco o il concomitante trattamento con antiaritmici deve far
considerare con particolare cautela l'impiego del farmaco.
Dal momento che la meflochina può avere una influenza sulle attività che
richiedono particolare livello di attenzione e di reattività e fine
coordinazione motoria se ne sconsiglia l'uso in soggetti che devono
compiere attività delicate o pericolose (es. piloti d'aereo).
Il farmaco non è indicato in gravidanza, tuttavia non sono stati
segnalati eventi avversi anche quando assunto durante il I° trimestre.

Altri antimalarici impiegati in profilassi

Clorochina + Proguanile
la clorochina da sola trova ormai poche indicazioni a causa della
diffusione dei ceppi resistenti in quasi tutte le aree endemiche per
P.falciparum.
L'associazione clorochina + proguanile offre una alternativa a coloro
che per varie ragioni non possono assumere la meflochina, l'atovaquone +
proguanile o la doxiciclina. L'associazione è di solito ben tollerata
con una percentuale di efficacia soltanto di poco superiore al 70% per i
viaggiatori non immuni diretti in Africa.
Probabilmente presenta maggiori percentuali di efficacia in regioni a
maggiore prevalenza di P.vivax.
Gli effetti collaterali sono di solito di lieve entità (gastroenterici)
tali da non impedire la prosecuzione del trattamento.
Non è controindicata in gravidanza.
Da ricordare che i soggetti di origine africana presentano molto spesso
allergia alla clorochina.
La somministrazione quotidiana del proguanile rende questa associazione
meno pratica della meflochina.

Doxiciclina
questo antibiotico trova indicazione in circostanze particolari: è
probabilmente il miglior farmaco in profilassi antimalarica per le zone
ad alto rischio del Sud Est Asia. Il farmaco deve essere assunto
quotidianamente.
La doxiciclina alla dose di 100 mg/die può essere una valida alternativa
alla meflochina.
La doxiciclina ha una efficacia pari alla meflochina (>90%) mantenendo
questa efficacia anche in presenza di ceppi di P.falciparum multi
resistenti.
I più comuni effetti collaterali sono la fotosensibilizzazione,
(dermatiti in caso di esposizione al sole) la vaginite (nelle donne) e
le vertigini.
Non può essere somministrata in gravidanza, né a bambini di età
inferiore ai 10 anni; infine, può causare una riduzione di efficacia
della pillola anticoncezionale.
Non è accertata la sicurezza per l'impiego a lungo termine (>3 mesi).

Atovaquone + proguanile
il farmaco è distribuito come una combinazione fissa di atovaquone (259
mg) e proguaniole (100 mg) sotto il nome di Malarone.
Il farmaco ha un meccanismo d'azione di verso dagli altri ed una
attività casuale (blocca i parassiti già nel fegato).
Questa caratteristica permette una somministrazione per un tempo
inferiore al rientro dalla zona endemica (pochi giorni rispetto alle sei
settimane tradizionali).
L'efficacia in soggetti semi immuni è molto alta (98%) così come quella
in soggetti non immuni (>96%).
L'efficacia profilattica nei confronti del'infezione da P.vivax sembra
essere del 84%.
Gli effetti collaterali (cefalea, dolori addominali sono di solito di
lieve entità con tassi di sospensione piuttosto bassi, dell'ordine del
1-2%. Il farmaco è controindicato nei bambini di peso inferiore agli 11
Kg, alle donne in gravidanza e durante l'allattamento.
E' inoltre controindicato in caso di insufficienza renale con clearance
creatininica inferiore a 30 ml/min.

Primachina
si tratta di un farmaco attivo anche sui parassiti ancora presenti nel
fegato. Possiede una efficacia in profilassi (30 mg/die negli adulti e
0,5 mg/Kg) tra il 85 ed il 95% (in Indonesia e Colombia dove + stato più
estesamente studiato. Il farmaco ha potenziali e gravi effetti
collaterali in soggetti con deficit della G6PDH (emolisi,
metaemoglobinemia) e non deve essere prescritto in assenza di un test
che dimostri una normale attività della G6PDH.
Non sono tuttavia disponibili ampi studi come quelli effettuati con
altri farmaci e pertanto la primachina resta al momento attuale soltanto
una opzione di seconda linea.

E' possibile non fare la profilassi e trattare la malattia se questa si
manifesta? (stand by treatment)

Una alternativa alla chemioprofilassi, per viaggiatori esperti e che
possano seguire scrupolosamente le norme per evitare la puntura della
zanzara, può essere il trattamento presuntivo di episodi di verosimile
natura malarica.
Alcuni autori suggeriscono un atteggiamento di questo genere per i
viaggiatori che si recano in regioni remote a basso rischio malarico
dove è presente P.falciparum e specialmente se non si segue una
profilassi.
La ragione di un simile atteggiamento si basa sul fatto che trattandosi
di aree a basso rischio i benefici dei farmaci siano inferiori ai rischi
di effetti collaterali.
La prima informazione che deve essere data ai viaggiatori è che se si
manifestano sintomi di malattia è necessario consultare un medico che
dovrà stabilire la indicazione al trattamento empirico.
Soltanto se non è possibile accedere a cure mediche entro le 12-24 ore
successive le persone possono assumere il trattamento senza visita
medica.
Un presidio farmacologico di questo genere richiede che il viaggiatore
sia molto ben informato delle caratteristiche della malaria e dell'uso
del farmaco, altrimenti è elevato il rischio di uso improprio con
possibilità di effetti collaterali indesiderati anche gravi.
Non è affatto facile fare una diagnosi clinica di malaria ed anche i
medici esperti possono avere delle difficoltà nel riconoscimento della
malattia.
Si potrebbe verificare il caso che vengano effettuati trattamenti
inutili e potenzialmente dannosi in assenza di una reale indicazione in
quanto le dosi degli antimalarici in terapia sono molto superiori a
quelle della profilassi; ad esempio un trattamento con meflochina
richiede l'assunzione di 6 compresse nell'arco di 24 ore contro la
singola compressa settimanale della profilassi.

E' necessario ricordare che l'iperdosaggio dei farmaci antimalarici può
essere fatale.
I pazienti devono essere preventivamente addestrati al riconoscimento di
un possibile caso di malaria ed all'uso dei farmaci.
Le controindicazioni devono essere ben conosciute così come le possibili
e non infrequenti allergie e interazioni con altri farmaci.
Sono oggi disponibili alcuni test che si possono eseguire senza
l'ausilio di strumenti di laboratorio che possono consentire di
diagnosticare la malattia; anche in questo caso è necessario un adeguato
training.
Deve essere sempre ricordato che la malaria è una malattia
potenzialmente fatale e che i farmaci antimalarici sono tutt'altro che
maneggevoli e dotati di potenzialmente gravi effetti collaterali. E'
importante ribadire inoltre che anche se è stato somministrato un
farmaco attivo deve sempre essere fatto il possibile per accedere ad un
servizio al più presto.
I farmaci antimalarici, specie se assunti per bocca, non sempre hanno
azione pronta e pertanto un trattamento può non impedire le gravi
conseguenze della malattia.
Per il trattamento possono essere indicati diversi prodotti: Meflochina,
Sulfamidico + pirimetamina (Fansidar, Metakelfin), Chinino, Alofantrina,
derivati dell'artemesinina, Atovaquone + proguanile, Arthemeter +
lumefantrina (non tutti disponibili nel nostro paese).

Il farmaco di scelta, secondo i CDC, è il Fansidar negli individui non
allergici ai sulfamidici e nelle regioni in cui non sia documentata
resistenza di P.falciparum al sulfamidico (bacino del Rio delle
Amazzoni, Sud-Est asiatico, Africa (Kenia, Malawi, Tanzania, Uganda,
Mozambico).
In queste regioni sono da considerare i derivati dell'artemesinina, il
malarone, la meflochina (attenzione azione lenta).
Un approccio di questo genere richiede pertanto una attenta analisi
dell'itinerario (attenzione che non sia modificato visitando regioni ad
alto rischio malarico nelle quali è indicata la chemioprofilassi), una
valutazione delle caratteristiche degli individui che partecipano al
viaggio (età, precedenti patologici, farmaci assunti abitualmente,
allergie, controindicazioni) ed una istruzione delle persone sul
riconoscimento della malattia e sull'impiego dei farmaci.

Situazioni particolari

soggiorni prolungati:
farmaci comunemente impiegati per la profilassi (clorochina +
proguanile, meflochina, atovaquone + proguanile) possono essere assunti
senza reazioni gravi anche per sei mesi.
Pertanto, coloro che si recano in zone malariche per periodi prolungati
(superiori ai tre mesi), dovrebbero seguire le misure di profilassi
farmacologica come gli altri individui per il primo periodo di soggiorno
(tre mesi) e quindi valutare, possibilmente con un medico locale
esperto, le misure farmacologiche da utilizzare.
Ad esempio si può effettuare una chemioprofilassi nei periodi di
maggiore trasmissione malarica, secondo le informazioni locali.
Da tenere presente che devono essere sempre messe in atto le misure di
protezione individuale contro le punture di insetti.

viaggi brevi e frequenti:
Coloro che per ragioni di lavoro sono costretti a viaggi frequenti in
zone malariche non possono sempre sottoporsi ad una chemioprofilassi
continua. Accanto all'indicazione di utilizzare tutte le misure di
protezione individuale contro le punture di insetti, le indicazioni ad
una chemioprofilassi devono essere valutate caso per caso in base alla
destinazione ed alla durata del soggiorno.

Responsabilità

E' essenziale che i viaggiatori ricordino che la malaria è una malattia
grave.
Questa infezione può uccidere anche rapidamente e non è disponibile un
vaccino. E' responsabilità del viaggiatore stesso proteggersi contro
l'infezione.
I farmaci possono fornire un certo grado di aiuto ma non offrono una
protezione assoluta.

E' possibile contrarre la malaria nonostante si siano
seguite scrupolosamente tutte le indicazioni ?

E' importante ricordare che i viaggiatori possono contrarre la malaria
nonostante abbiano seguito scrupolosamente tutte le precauzioni
(chemioprofilassi, protezione contro gli insetti).
La malattia può esordire anche mesi (raramente dopo anni) dopo il
rientro dalla zona a rischio.
Se si sospetta di avere la malaria bisogna immediatamente fare
riferimento ad una clinica che abbia la possibilità e le capacità di
fare una diagnosi di certezza.
Ricordare che il test (striscio, goccia spessa, ricerca degli antigeni)
può non risultare positivo alla prima indagine anche in mani esperte e
che è consigliabile ripetere l'indagine dopo 6-12 ore dal primo esame.


Altre fonti di informazione sono in elenco:

<http://www.cdc.gov/malaria/index.htm>


--
riproduzione riservata ® Consulente esterno Naci Naci Tour
nao tirar nada alèm de fotografia, nao deixar nada alèm de pegadas
[url]www.savethechildren.it[/url] [url]www.vincio.org[/url] skype vincio60
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Predefinito Re: Informazioni sanitarie sulla Malaria

Vincio <vincio_60@ihv.it> wrote:
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> Informazioni sanitare sulla Malaria
>
> AVVERTENZA
>
> queste informazioni sono puramente indicative, è sempre meglio
> consultare il proprio medico e/o un medico specializzato della vostra
> ASL
>
>
>
> dove non riportato le informazioni sono tratte da:
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> <http://www.ilgirodelmondo.it/html/malaria_b.html>[/color]


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> queste informazioni sono puramente indicative, è sempre meglio
> consultare il proprio medico e/o un medico specializzato della vostra
> ASL
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> dove non riportato le informazioni sono tratte da:
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