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Vecchio 22-01-2009, 16.12.06
viaggi in Mongolia
 
Messaggi: n/a
Predefinito Viaggi In Mongolia estate 2009

Questi sono i viaggi da me organizzati e che accompagno,
PER Informazioni sui prezzi questi sono i miei recapiti, vivo in
Mongolia, ci sono 7 ore in avanti contattatemi la mattina italiana.
Alfredo Savino
[email]alfredosavino@gmail.com[/email]
skype gengiskhaan
msn [email]alfredosavino@hotmail.it[/email]
00390810092452( numero skype, è attivo quando skype è acceso, costo
della telefonata come un'urbana)



MONGOLIA

Gobi, il grande deserto

Dal 5 al 20 giugno 2009



Gobi è un deserto fatto di paesaggi mozzafiato, antichi monasteri
nascosti nelle lunghe catene di rocce granitiche, animato da antiche
leggende di fonti miracolose e di alberi duri come la roccia il cui
legno non galleggia. Il viaggio tocca un ampio insieme di siti storici
e naturali seguendo un percorso che da Ulaan Baatar porta al passato
glorioso dell’antica capitale Kharkhorin ed ai monasteri di Erdenee
Zuu e di Tuvkhun, una perla incastonata tra le montagne. Prosegue poi
dalle rovine del monastero di Oghii, adagiate sulle rive dell’omonimo
fiume che ne vide la grandezza e l’oblio, passando dalle cascate di
Khujirt, poi sempre più a sud giungendo nel deserto del Gobi alle
sterminate dune che “suonano”, le Khongoryn Els. Si rientra poi verso
nord seguendo un percorso più orientale, che consente di visitare il
parco di Ikh Gazryn Chuluu ed il lago di Sangiin Dalai. Al ritorno
alla capitale, dopo il tour, si potranno incontrare i monaci del
centro buddista fondato dal Panchen Otrul Rinpoche ed avere un
contatto con le attività di sostegno svolte dall’organizzazione Asral
ONG.

Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del
luogo da Alfredo Savino, che lo accompagna (contattabile via skype
Gengiskhaan o via email: [email]alfredosavino@gmail.com[/email]); si prevede un
massimo di 12 partecipanti. Alfredo è un appassionato ricercatore
della cultura mongola. Si è laureato in Storia Medioevale con una tesi
sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in
Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione
della cultura e della storia mongola in Italia per conto
dell'associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e
conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998
vagabondando per due mesi e mezzo nelle regioni dell'ovest e, due anni
dopo, nella parte orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso
internazionale dei mongolisti a Ulaan Bataar per esporre la sua tesi
in occasione delle celebrazioni svoltesi per l'ottocentenario della
fondazione dell'impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello
studio della cultura mongola e dal 2006 collabora con Amitaba per
creare dei percorsi che consentano un vero incontro con la magia del
mondo che lui ama: la Mongolia è una terra che può regalare la
sensazione di essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura
su di un altro pianeta. L’immensità degli spazi sovrastati da vasti
cieli azzurri, senza barriere né recinzioni è sorprendente, e le
tenaci persone che vi abitano mantengono tradizioni antiche e rivelano
un cuore sorprendente.





Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote
motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri
veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La
velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, con medie di
circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove
l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte
delle tappe previste prevedono spostamenti entro i 100 chilometri,
tranne alcune nel deserto e nella steppa che arrivano ad un massimo di
circa 300.

Fuori da Ulaan Baatar si alloggia nelle gher: le tipiche tende mongole
che si trovano predisposte in campi fissi e fornite di letti con
lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi
e docce con acqua calda e una cucina semplice ma sostanziosa anche
vegetariana.



Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura:
lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto
dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste
aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono
comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare
ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia
è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e
ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.



Clima e attrezzatura

Il clima in giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature
previste sono tra i 10 e i 20 gradi con possibili punte minime
notturne di 5 gradi. Chi preferisce portare il proprio sacco a pelo
dovrebbe averlo con un gradiente minimo termico di zero gradi; nelle
Gher vengono comunque fornite lenzuola pulite e coperte. Prevedere un
abbigliamento resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking
leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme
protettive per il sole e occhiali. Si tenga presente che lungo il
percorso non ci sono lavanderie.



Il vasto Gobi



Il Gobi è un’area desertica dell'Asia centrale situata in gran parte
in Mongolia, di cui occupa un terzo del territorio, un altopiano che
misura circa 1610 km da est a ovest e circa 970 km da nord a sud.
L'altitudine varia dai 914 m della zona orientale ai 1514 m della
parte occidentale; è caratterizzato da piane ondulate e ghiaiose
inframmezzate da bassi rilievi e da colli isolati. Se si esclude la
parte sudorientale, completamente arida, la regione presenta una
stentata vegetazione erbacea e arbustiva, sufficiente a nutrire le
greggi dei pastori nomadi che vivono nella zona; pozzi occasionali e
laghi poco profondi rappresentano le sole riserve idriche. Le zone
marginali a nord e a nord-ovest sono fertili, mentre all'estremità
sudorientale dell'area desertica prevalgono steppe o praterie. I primi
europei che attraversarono il deserto di Gobi furono i membri di una
spedizione guidata da Marco Polo nel 1275. In epoca moderna numerose
spedizioni si avventurarono nel Gobi, l'American Museum of Natural
History di New York promosse negli anni 1921-1930 una serie di
spedizioni guidate dal naturalista americano Roy Chapman Andrews che
portarono alla scoperta di un bacino incredibilmente ricco di uova
fossili di dinosauro.



PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a
fattori naturali e climatici



1°g. Venerdì 5 giugno, partenza dall’Italia Per raggiungere
Ulaan Baatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche
altre opzioni. Con Aeroflot la partenza è da Milano Malpensa per Mosca
alle 12.10 con arrivo 17.45. Il volo transcontinentale da Mosca per
Ulaan Baatar parte alle 20.35.

2°g. 6/6 Arrivo a Ulaan Baatar Arrivo alle ore 6.15,
trasferimento e sistemazione in albergo. Visita della città, del
monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito
circa 300 anni fa, e del Museo di Storia Naturale. Ascesa alla collina
Zaisan da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle
colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha.

3°g. 7/6 Ulaan - Parco Nazionale di Khustai Dopo la visita
dell’ultima residenza del Bogdo Khan, il signore teocratico della
Mongolia, partenza per il Parco Nazionale di Khustai Nuruu, ad ovest
della capitale, dove si ha la possibilità di vedere i cavalli
selvatici. E’ prevista un’escursione nel parco, pernottamento in campo
Gher.

4°g. 8/6 Parco Nazionale di Khustai - Kharkhorin (Karakorum)
Khujirt Al mattino presto si parte in direzione ovest per
Kharkhorin, antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan, dove
sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente
segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene
Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin, ai templi ed al monastero
adiacente. Poi ci si sposta in direzione sud per 55 km verso Khujirt.
Pernottamento in campo Gher.

5°g. 9/6 Khujirt Escursione al monastero di Tuvkhun e alle
cascate di Khujirt, situate in una zona di grande rilevanza storica;
sono state create dalla combinazione di terremoti ed eruzioni
vulcaniche si trovano in una zona incantevole e disabitata. Segue la
visita al monastero di Tuvkhun, recentemente ristrutturato si trova
incastonato sulle montagne che chiudono a settentrione la valle
dell’Orkhon. Questo monastero era molto amato dal Bogdo Khan
Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita
richiede una salita a piedi di circa un ora in mezzo alla foresta.
Ritorno al campo di Khujirt.

6°g. 10/6 Khujirt – Monastero di Onghiin Inizia il percorso
verso sud che porta al deserto del Gobi, il più grande deserto
asiatico. La tappa di oggi porta fino al monastero di Onghiin,
recentemente restaurato. Sistemazione in un campo Gher poco distante
dal monastero.

7°g. 11/6 Monastero di Onghiin – Bayanzag Proseguendo per il
deserto di Gobi si arriva a Bayanzag – che tradotto significa “Vette
infuocate”, dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto
le più grandi scoperte paleontologiche trovando un’impressionante
quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri
appartenenti a molte specie sconosciute fino ad allora. Spostamento
per visitare i graffiti rupestri di Khavtsgait. Pernottamento al
campo Gher di Bayanzag.

8°g. 12/6 Bayanzag – Parco Nazionale di Khongoryn Els Oggi si
giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, dove si fa un’escursione
alle dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia, alcune
delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in
campo Gher.

9°g. 13/6 Khongoryn Els - Dalanzadgad Proseguimento del
viaggio ed ingresso nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan dove si
visita Yolyn Am, la “Valle delle aquile”, la cui freschezza contrasta
con il deserto e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli
stambecchi e l’aquila. Si arriva poi a Dalanzadgad, capoluogo della
regione di Omnogov, dove si visita il mercato locale prima di andare
al campo Gher.

10°g. 14/6 Dalanzadgad - Tsagaan Suvraga Il paesaggio di questo
tratto è caratterizzato da una profonda fenditura nel terreno da est
verso ovest, con steppa sul fondo della vallata. Qui si ritrovano
molti fossili di origine marina, poichè questa zona era sommersa dal
mare. Da lontano le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte anche
30 m, assomigliano alle antiche rovine di una città. Nella zona ci
sono anche numerosi dipinti rupestri, petroglifici, antiche
iscrizioni. Pranzo al sacco lungo il percorso. Sistemazione in campo
Gher.

11°g. 15/6 Tsagaan Suvraga - Parco Nazionale di Ikh Gazryn Chuluu
Partenza verso nord in direzione della capitale; la meta di oggi è Ikh
Gazryn Chuluu, uno dei parchi naturali più belli della Mongolia.
Pernottamento in campo Gher.

12°g. 16/6 Ikh Gazryn Chuluu Visita di Ikh Gazryn Chuluu, dove le
rocce alte fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una
trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte che si
potranno visitare. Si sale poi sul monte Erlug, dove si sosta per un
picnic; nei pressi del monte vi è un antico monumento. Si rientra
quindi al campo Gher.

13°g. 17/6 Erlug Uul - Parco Nazionale di Baga Gazryn Chuluu
Partenza per Baga Gazryn Chuluu, una formazione di roccia granitica
nel centro delle pianure; arrivo ed escursione nei dintorni. Si
prosegue per il lago di Sangiin Dalai, ricco di molte specie di
uccelli tra cui aquile, oche, cigni, ecc.; al centro del lago ci sono
le rovine di un tempio costruito nel X secolo. Si alloggia in un campo
Gher situato nei pressi.

14°g. 18/6 Baga Gazryn Chuluu – Ulaan Baatar Proseguimento del
viaggio per Ulaan Baatar, arrivo e sistemazione in albergo. Ad Ulaan
Baatar si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e
canto tradizionali della Mongolia, ascoltando le dolci melodie del
morin khuur, il leggendario strumento mongolo. Ci si reca per la cena
all’Hotel Mongolia di Gachuurt, dove è stata costruita una
riproduzione in miniatura dell’antica capitale Kharkorin; si rientra
quindi a Ulaan Baatar.

15°g. 19/6 Ulaan Baatar Visita al Museo di Storia, dove sono
illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i
costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin
Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che conserva le maschere
originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di
Zanabazar. Si prevede anche un incontro con i monaci del centro
buddista fondato dal Panchen Otrul Rinpoche e con le attività di
sostegno svolte da Asral ONG, un’organizzazione che si occupa di aiuti
umanitari in Mongolia. Si avrà del tempo a disposizione per gli
acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan
Tuul.

16°g. Sabato 20 giugno Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la
partenza da Ulaan Bataar è alle 7.35 con arrivo a Mosca alle 10.15;
partenza per Milano Malpensa alle 12.00 con arrivo alle 13.50.

Conduce il viaggio Alfredo Savino – Partecipanti: minimo 4, massimo 12



(Nota: il prezzo potrebbe subire variazioni nel corso del mese di
aprile, quando in Mongolia vengono riconfermati i prezzi dei servizi
della stagione estiva). Il prezzo non comprende i voli internazionali;
include le spese di iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari,
il trattamento di pensione completa escluse le bevande, gli ingressi
ai parchi ed ai siti indicati nel programma, l’assicurazione di
viaggio e la presenza dell’accompagnatore italiano. La sistemazione
nelle Gher è prevista per tre o quattro persone; chi desidera
utilizzare una gher solo in due o singolarmente deve richiederlo con
buon anticipo ma non è sempre confermabile. Il prezzo della
sistemazione singola o dell’utilizzo di Gher in due persone viene
fornito su richiesta. L’invio di documenti tramite corriere costa €
25. E’ necessario munirsi del visto per la Mongolia; Amitaba può
prendersi carico della richiesta, che necessita di circa due
settimane. Dovete farci pervenire due copie degli appositi moduli
compilati unitamente al passaporto e tre foto; il costo è di € 55 per
il visto, più le spese dei corrieri utilizzati per la spedizione dei
documenti.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle
Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include una specifica
polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e
danneggiamento bagaglio. La polizza assicurativa viene consegnata
prima della partenza.









MONGOLIA

Le terre del Signore Oceanico

Dal 21 giugno al 6 luglio 2009



Dopo la bella esperienza dell’anno scorso, riproponiamo questo
itinerario etno-storico e naturalistico, con delle modifiche che lo
rendono ancora più interessante. Ripercorreremo i luoghi citati dalla
“Storia segreta dei mongoli”, la cronaca dell'epopea mongola scritta
all'indomani della morte di Gengis Khan che fornisce indubbiamente il
massimo esempio della letteratura mongola antica. Il percorso abbina
l'approfondimento storico con la fruizione di una fra le più belle
aree naturali del paese. Si salirà su una delle montagne più sacre per
i mongoli, il Burkhan Halduun, grande protettore di Gengis Khan e
probabile luogo della sepoltura del grande imperatore, che si erge nel
vasto parco naturale del Khentii Khan Nuruu, ad est di Ulaan Baatar:
zona meravigliosa, lontana da qualsiasi centro e campo Gher. La pista
di 150 km, che va dall’ingresso al parco alle pendici del monte, è un
vero fuoristrada, ma la salita non è particolarmente difficoltosa e
richiede tre ore e mezza incluse le soste; ad un primo tratto che
potrebbe essere il più impegnativo seguono due enormi pianori.
Ricordiamo che la salita è preclusa alle donne, mentre sulle altre
attorno a questa è invece possibile. Visiteremo Avraga, la prima
capitale e luogo d’incoronazione a Khan del giovane Temugin, con
possibile bagno nel lago di acque sulfuree i cui fanghi sono
utilizzati dalle donne mongole come maschere di bellezza, e altri
luoghi connessi alla giovinezza del grande imperatore situati
nell'aimag (regione) del Khentii. Questo vasto territorio è
caratterizzato a nord dalla foresta sub siberiana e, più a meridione,
dalla presenza di meravigliose, immense foreste solcate da fiumi
pescosi. Se la grande divinità dei mongoli Khoke Mongke Tengrii,
l'Eterno Cielo Azzurro, sarà benevola ritroveremo la sciamana buriata
che l’hanno scorso ha tenuto con noi un interessante incontro in cui
ha raccontato la sua vita, seguito da un colloquio privato con le
persone interessate; non sarà uno spettacolo organizzato, ma un rendez-
vous con colei che i mongoli chiamano una “viaggiatrice dei tre
mondi”, il sotterraneo, il terrestre e quello degli spiriti. A
differenza dell’anno scorso abbiamo deciso di dedicare un’intera
giornata alla visita del monastero di Baldan Baraivan e delle grotte
con immagini sacre buddiste che si trovano nei suoi dintorni.
Chiudiamo il viaggio prima di tornare a Ulaan Bataar con una sosta al
parco naturale di Terelj, una delle località turistiche più amate dai
mongoli. Nella capitale visiteremo, oltre ai musei, un centro buddista
fondato nel 2001 dal venerabile Panchen Otrul Rimponche che trascorre
due mesi all’anno in Mongolia per impartire insegnamenti sul Dharma.
Il centro ha come scopo quello di aiutare le famiglie povere della
città; potremo partecipare ad una lezione tenuta da un Lama sui
fondamenti del buddismo.



L’itinerario segue un grande anello che porta a nord est di Ulaan
Baatar fino a Dadal, da dove si prosegue ancor più ad oriente fino ai
monti di Deluun Boldog, luogo natale di Gengis Khan, iniziando da qui
il percorso di rientro. Buona parte del viaggio si svolge in aree
selvagge, che richiedono in tutto 7 campi: in molti dei luoghi che
visiteremo non esistono strutture ricettive, neppure dei campi Gher.
Si faranno diverse escursioni a piedi che prevedono tutte il rientro
in un punto di campo raggiungibile con le jeep; ci si porta
all’imbocco dei sentieri con i veicoli e ci si allontana a volte per
un’intera giornata, portando con se solo l’occorrente per la
passeggiata e per il picnic. Non si prevedono guadi e i sentieri non
sono particolarmente impegnativi, ma il viaggio è maggiormente adatto
a persone che abbiano già avuto delle precedenti esperienze di questo
tipo o che siano almeno sufficientemente adattabili ed un poco
allenate. Ricordiamo che nella zona del burkhan khaldun, se la
primavera e stata molto piovosa, si possono trovare molte zanzare,
meno fameliche delle nostre ma comunque fastidiose; consigliamo di
portare un buon repellente.

Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del
luogo da Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura
mongola, che accompagna il viaggio (contattabile via email:
[email]alfredosavino@gmail.com[/email] skype gengiskhaan); si prevede un massimo di
12 partecipanti. Alfredo, che ora vive in Mongolia, si è laureato in
Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian
di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato
pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia
mongola in Italia per conto dell'associazione culturale Soyombo
attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato
l’esplorazione fisica del paese nel 1998 vagabondano per due mesi e
mezzo nelle regioni dell'ovest e, due anni dopo, nella parte
orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso internazionale dei
mongolisti a Ulaan Bataar per esporre la sua tesi in occasione delle
celebrazioni svoltesi per l'ottocentenario della fondazione
dell'impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello studio della
cultura mongola e dal 2006 collabora con Amitaba per creare dei
percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che
lui ama: la Mongolia è una terra che può regalare la sensazione di
essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura su di un altro
pianeta. L’immensità degli spazi sovrastati da vasti cieli azzurri,
senza barriere né recinzioni è sorprendente, e le tenaci persone che
vi abitano mantengono tradizioni antiche e rivelano un cuore
sorprendente.



Modalità del viaggio



Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote
motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri
veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La
velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie
di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove
l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte
delle tappe previste prevedono spostamenti compresi tra i 100 e i 150
chilometri.

Fuori da Ulaan Baatar si alloggia per 7 notti in tenda (per tre notti
consecutive all’inizio, poi per due campi consecutivi altre due
volte), e per 4 notti nelle gher: le tipiche tende mongole che si
trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con
lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi
e docce con acqua calda e viene proposta una cucina semplice ma
sostanziosa anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con
tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune
dove mangiare; cucina e allestimento sono curati da nostro personale.
Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad
eccezione del sacco a pelo.

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura:
lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto
dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste
aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono
comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare
ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia
è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e
ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.



Clima e attrezzatura



Il clima a fine giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature
previste sono tra i 10 e i 20 gradi, con possibili punte minime
notturne di 5 gradi. E’ necessario portare un sacco a pelo, che abbia
un gradiente di minimo termico di zero gradi. Prevedere un
abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento,
scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in
goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Si tenga
presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.



PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a
fattori naturali e climatici



1°g. Domenica 21 giugno, partenza dall’Italia Per raggiungere
Ulaan Baatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche
opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo
collegamento, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte
dalle altre compagnie. Con Aeroflot la partenza è da Milano Malpensa
per Mosca alle 12.10 con arrivo 17.45. Il volo transcontinentale da
Mosca per Ulaan Baatar parte alle 20.35.

2°g. 22/6 Arrivo a Ulaan Baatar Arrivo alle ore 6.15,
trasferimento e sistemazione in albergo. Incontro con le guide e
presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di
Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300
anni fa. Ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo
panorama della città e delle colline circostanti e dove si trova una
enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo
invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g. 23/6 Ulaan Baatar – Mungunmorit Si lascia Ulaan Baatar
in direzione est portando con se l’attrezzatura necessaria per i
campi. La prima tappa porta a Mungunmorit, vicino al monte Burkhan
Khalduun. Si monta il primo campo nella steppa.

4°g. 24/6 Burkhan Khalduun Inizia il cammino verso il Burkhan
Khalduun, il monte che si trova nel Parco Nazionale di Khan Khentii a
nord est di Ulaan Baatar, ritenuto il possibile luogo di sepoltura di
Genghis Khan. Secondo campo nella steppa.

5°g. 25/6 Burkhan Khalduun Si lascia fisso il campo e si
completa il percorso a piedi al Burkhan Khalduun esplorandone i
dintorni.

6°g. 26/6 Burkhan Khalduun - Khentii - Lago Khukh Partenza
per il lago Khukh - il luogo dove Temujin è stato proclamato ed
incoronato come Genghis Khan - l'imperatore dello Stato Mongolo. Cena
e pernottamento in campo Gher.

7°g. 27/6 Lago Khukh - Baldan Bereeven Continuando verso est
si transita dal lago di Khangal arrivando alle rovine del monastero di
Baldan Bereeven, che era stato costruito nel 1700 ed era uno dei più
grandi della Mongolia. Qui trascorreremo la giornata visitando le
grotte dove i monaci si ritiravano in meditazione attorno al
monastero. Pernottamento in tenda.

8°g. 28/6 Baldan Bereeven - Binder - Lago Tsagaan Proseguendo
per Binder si passa da un sito militare di Gengis Khan, Tulgyn Gurvan
Chuluu. Spostamento fino al lago Tsagaan, dove si eseguono delle
escursioni nei dintorni e vi è la possibilità di incontrare uno
sciamano e di seguirne i riti. Cena e pernottamento in campo Gher.

9°g. 29/6 Lago Tsagaan – Dadal Partenza verso Dadal, sempre
verso est, una zona ricca di laghi e fiumi, di cui i più grandi sono i
fiumi Onon e Balj. Si alloggia in un campo Gher.

10°g. 30/6 Dadal - Deluun Boldog Si raggiunge Dadal dove ci si
sistema in un campo Gher. Nel pomeriggio escursione al monte Deluun
Boldog, considerato dalle fonti mongole il luogo natale di Temuujin,
il futuro Genghis Khan, questo è il punto più nord orientale del
percorso.

11°g. 1/7 Deluun Boldog – Undurkhaan Inizia il percorso verso
ovest, seguendo la vallata di Genghis Khan fino a Undurkhaan, dove si
visita il museo; per mancanza di alberghi locali agibili si dormirà in
tenda.

12°g. 2/7 Undurkhaan - Avraga Toson e fiume Kherlen Proseguimento
del viaggio di rientro fino al villaggio di Avraga Toson nei pressi
dell’omonimo lago, dove vi trova il monumento dedicato al 750°
anniversario della Storia Segreta dei mongoli. Visita del monumento ed
escursione alle sorgenti di Avraga Toson. Pernottamento in tenda
nelle vicinanze del fiume Kherlen.

13°g. 3/7 Avraga Toson - Parco Nazionale di Terelj Trasferimento
fino al parco naturale di Terelj, visita dell’enorme roccia tartaruga.
Sistemazione in campo Gher.

14°g. 4/7 Parco Nazionale di Terelj - Ulaan Baatar Rientrando ad
Ulaan Baatar una breve deviazione porta a Gachuurt, dove si trova
l’Hotel Mongolia, con la riproduzione in miniatura dell’antica
Karakorum. All’arrivo nella capitale assisterà ad uno spettacolo
folcloristico di musica, danza e canto tradizionali; sistemazione in
hotel.

15°g. 5/7 Ulaan Baatar Visita al Museo di Storia, dove sono
illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i
costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo dell’Arte, ricco di
opere di Zanabazar e di altri importanti artisti mongoli, del Museo-
Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che
conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e
splendide sculture di Zanabazar. Si assiste ad uno spettacolo
folcloristico di musica, danza e canto tradizionali della Mongolia,
ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento
mongolo.

16°g. Lunedì 6 luglio Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la
partenza da Ulaan Bataar è alle 7.35 con arrivo a Mosca alle 10.15;
partenza per Milano Malpensa alle 12.00 con arrivo alle 13.50.



Conduce il viaggio Alfredo Savino – Partecipanti: minimo 4, massimo 12



(Nota: il prezzo potrebbe subire variazioni nel corso del mese di
aprile, quando in Mongolia vengono riconfermati i prezzi dei servizi
della stagione estiva). Il prezzo non comprende i voli internazionali;
include le spese di iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari,
il trattamento di pensione completa escluse le bevande, gli ingressi
ai parchi ed ai siti indicati nel programma, l’assicurazione di
viaggio e la presenza dell’accompagnatore italiano. La sistemazione
nelle Gher è prevista per tre o quattro persone; chi desidera
utilizzare una gher solo in due o singolarmente deve richiederlo con
buon anticipo ma non è sempre confermabile. Il prezzo della
sistemazione singola o dell’utilizzo di Gher in due persone viene
fornito su richiesta. L’invio di documenti tramite corriere costa €
25. E’ necessario munirsi del visto per la Mongolia; Amitaba può
prendersi carico della richiesta, che necessita di circa due
settimane. Dovete farci pervenire due copie degli appositi moduli
compilati unitamente al passaporto e tre foto; il costo è di € 55 per
il visto, più le spese dei corrieri utilizzati per la spedizione dei
documenti.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle
Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include una specifica
polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e
danneggiamento bagaglio. La polizza assicurativa viene consegnata
prima della partenza.





MONGOLIA

La taiga e il festival del Naadam

Dall’8 al 30 luglio 2009



Ogni anno tra l’11 e il 12 luglio si svolge il festival del Naadam,
che dal 1921 costituisce la celebrazione dell’indipendenza della
Mongolia in cui si possono ammirare i contesti tradizionali di lotta,
corsa dei cavalli e tiro con l’arco. Ad Ulaan Baatar le
rappresentazioni si svolgono in un grande stadio e oggi sono
organizzate come un fenomeno di massa, ma vi sono dei Naadam che si
svolgono in altre località dove risultano più veri e meno imbrigliati
dai tempi televisivi e dalle esigenze del turismo. Si è così scelto di
partecipare all’evento di Erdenet, dove per avvicinare i lottatori o i
cavalli non è necessario possedere un pass e dove ci si può sedere di
fianco ad un gruppo di anziani e scambiare con loro del tabacco da
fiuto.



Ma questo viaggio offre soprattutto la possibilità di scoprire un
ambiente incontaminato, quello della taiga mongola, caratterizzato in
prevalenza da foreste di conifere che occupano le regioni
settentrionali. Il clima di questa area è caratterizzato da lunghi
inverni rigidi e brevi ed estati secche. Le specie arboree più diffuse
sono i pini, gli abeti siberiani ed i larici. La taiga ospita numerosi
animali, tra cui grossi mammiferi come l’orso, l’alce, la renna e
animali di taglia più modesta come la lince, il ghiottone e lo
zibellino. Tra gli uccelli sono comuni nella taiga crocieri e
nocciolaie, abituali frequentatori delle foreste di conifere. Il
viaggio segue un percorso che esplora una delle regioni più
incontaminate al mondo, il vasto bacino di Darkhad - Darkhadyn
Khotgor. In questa regione, tra 300 laghi d’acqua dolce e foreste,
prosperano le popolazioni nomadi che si dedicano all’allevamento delle
renne. Tra i monti di Khoridol Saridag e di Ulaan Taiga vi sarà la
possibilità di incontrare una famiglia dell’etnia Tsaagan; non è un
evento preordinato: il capogruppo cercherà di stabilire un contatto e
verrà posto il campo nelle vicinanze. Lo scenario naturale sarà
ulteriormente arricchito dall’esplorazione del grande lago di
Khubsugul, dei vulcani Uran Togoo e di Khorgo, dove si trova lo
stupendo lago di Terkhiin Tsagaan, e della regione desertica dunaria
di Elsen Tasarkhai. Anche il quadro storico è completo: oltre ad Ulaan
Bataar si visitano Amarbayasgalant, Kharkhorin ed un insieme di siti
che forniscono una visione d’insieme completa della Mongolia.



Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del
luogo da Alfredo Savino, che lo accompagna (contattabile via skype
Gengiskhaan o via email: [email]alfredosavino@gmail.com[/email]); si prevede un
massimo di 12 partecipanti. Alfredo, che ora vive in Mongolia, è un
appassionato ricercatore della cultura mongola. Si è laureato in
Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian
di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato
pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia
mongola in Italia per conto dell'associazione culturale Soyombo
attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato
l’esplorazione fisica del paese nel 1998 vagabondando per due mesi e
mezzo nelle regioni dell'ovest e, due anni dopo, nella parte
orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso internazionale dei
mongolisti a Ulaan Bataar per esporre la sua tesi in occasione delle
celebrazioni svoltesi per l'ottocentenario della fondazione
dell'impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello studio della
cultura mongola e dal 2006 collabora con Amitaba per creare dei
percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che
lui ama: la Mongolia è una terra che può regalare la sensazione di
essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura su di un altro
pianeta. L’immensità degli spazi sovrastati da vasti cieli azzurri,
senza barriere né recinzioni è sorprendente, e le tenaci persone che
vi abitano mantengono tradizioni antiche e rivelano un cuore
sorprendente.







Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote
motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri
veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La
velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona con medie di circa
50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti a causa
dell’irregolarità del terreno. La maggior parte delle tappe prevede
spostamenti compresi tra i 100 e i 150 chilometri.

Fuori da Ulaan Baatar si alloggia per 7 notti in tenda (per sei notti
consecutive all’inizio, poi per una), due notti in un alberghetto
locale, pulito ma che ricorda i tempi dell’occupazione sovietica e
dove una pecca può essere a volte la poca funzionalità degli impianti
idrici, e per 9 notti nelle gher: le tipiche tende mongole che si
trovano predisposte in campi fissi fornite di letti con lenzuola e
asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi e docce
con acqua calda e una cucina semplice ma sostanziosa anche
vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo
europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare;
cucina e allestimento sono curati dal nostro personale. Viene fornita
tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del
sacco a pelo.



Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura,
questo in particolare: lasciata la capitale non si trovano più hotel e
si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro
ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei
campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per
chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio,
attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una
popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente
naturale stupendo.



Clima e attrezzatura

In Mongolia il clima in luglio è mediamente piuttosto secco, le
temperature previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte
minime notturne di 8 gradi mentre la taiga è un ambiente più umido,
dove sono possibili piogge, e dove la presenza di zanzare non è da
escludere, quindi munirsi di un buon repellente. E’ necessario portare
un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di zero
gradi. Prevedere un abbigliamento resistente ad acqua e vento,
scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in
goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le
escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare
l’occorrente per la giornata.



PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a
fattori naturali e climatici



1°g. Mercoledì 8 luglio, partenza dall’Italia Per raggiungere
Ulaan Baatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche
altre opzioni. Con Aeroflot la partenza è da Milano Malpensa per Mosca
alle 12.10 con arrivo 17.45. Il volo transcontinentale da Mosca per
Ulaan Baatar parte alle 20.35.

2°g. 9/7 Ulaan Baatar Arrivo ad Ulaan Baatar, trasferimento e
sistemazione in albergo. Incontro con la guida e presentazione del
programma di viaggio. Visita al Monastero di Gandan, il principale
monastero della Mongolia, costruito più di 300 anni fa. Ascesa alla
collina Zaisan da dove si gode un bellissimo panorama della città e
delle colline circostanti: qui si trova una enorme statua di Buddha.
Visita al Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo
imperatore-lama.

3°g. 10/7 Ulaan Baatar - Amarbayasgalant Partenza verso la
città di Darkhan, situata a nord di Ulaan Baatar. Una deviazione poco
prima di entrare in città porta fino al campo Gher a pochi chilometri
dal monastero di Amarbayasgalant, uno dei più belli ed importanti
della Mongolia. Visita al monastero costruito nel 1737 e dedicato a
Zanabazar, primo imperatore-lama, scienziato e grande scultore, la cui
salma venne portata qui nel 1779. Escursione attorno al monastero fino
alla montagna degli otto stupa. Visita del cimitero degli Unni – il
“khirgisuur”.

4°g. 11/7 Amarbayasgalant – Erdenet, festival di Naadam
Partenza per Erdenet, la città delle miniere di rame, dove si assiste
alla festa di Naadam. Si potranno vedere da vicino le corse dei
cavalli e la lotta tradizionale. È un momento unico in cui si
assaggeranno i piatti tipici e le bevande tradizionali mongole.
Sistemazione in albergo locale.

5°g. 12/7 Erdenet - Khutag Undur Passando dalla città di
Bulgan, spostamento verso la riserva naturale di Khutag Undur, dove è
ubicata il vulcano spento di Uran Togoo. Pernottamento in campo Gher.

6°g. 13/7 Khutag Undur (vulcano di Uran Togoo) – Murun
Partenza per Murun, capoluogo della provincia di Khubsugul. Arrivo,
sistemazione in albergo locale e visita al mercato.

7°g. 14/7 Murun - Ulaan Uul Partenza verso il paese di Ulaan
Uul, l’ultimo centro abitato prima della Grande Depressione di
Darkhadyn Khotgor, che si trova tra le montagne di Khoridol Saridag e
di Ulaan Taiga. Pernottamento in tenda.

8°g. 15/7 Lago Tsagaan Nuur – Darkhadyn Khotgor (La Grande
Depressione) Inizio del viaggio lungo il bacino di Darkhad -
Darkhadyn Khotgor. Il paesaggio è aspro ma magico, fatto di praterie,
foreste e oltre 300 laghi sparsi in una vasta pianura. Pernottamento
in tenda.

9°g. 16/7 Darkhadyn Khotgor Si prosegue l’esplorazione
dell’immensa pianura. Il percorso, uno dei meno battuti della
Mongolia, porta all’interno dell’ecosistema della taiga, una regione
difficilmente raggiungibile che costituisce un perfetto ambiente per
il popolo-allevatore delle renne. Pernottamento in tenda.

10°g. 17/7 Darkhadyn Khotgor Tappa di avvicinamento al villaggio
di Renchinlkhumbe, un piccolo centro disperso nella vastità della
regione, punto d'inizio del sentiero della valle Jigjidyn che porta
fino al lago Khubsugul. Pernottamento in tenda.

11°g. 18/7 Darkhadyn Khotgor - Renchinlkhumbe Si conclude
l’esplorazione del grande bacino di Darkhadyn Khotgor arrivando alle
catene montuose di Khoridol Saridag e di Ulaan Taiga, che si
attraversano per arrivare a Renchinlkhumbe. Pernottamento in tenda.

12°g. 19/7 Regione di Renchinlkhumbe: incontro con i Tsaatan Con
un po' di fortuna si incontrerà una famiglia di Tsaatan, gli
allevatori di renne più meridionali al mondo, con cui si trascorrerà
la giornata, conoscendo le persone e i loro usi e costumi. Si lascia
la famiglia per montare il campo per la notte.

13°g. 20/7 Regione di Renchinlkhumbe - Lago Khubsugul Arrivo al
lago Khubsugul entrando nel Parco omonimo. Escursione nei dintorni
dell’area nord occidentale del lago. Sistemazione in campo Gher.

14°g. 21/7 Lago Khubsugul - Khatgal Partenza per il campo Gher
situato nei pressi di Khatgal, una cittadina a sud del lago.
Pomeriggio libero.

15°g. 22/7 Khatgal - Murun - Zuun Nuur Passando per Murun,
capoluogo della provincia di Khubsugul, si visita Uushiin Uvur, il
sito dell'età del bronzo che contiene 14 cervi su pietra oltre ad
alcune tombe dell’epoca unna. Si prosegue verso il lago Zuun Nuur,
accampamento nei pressi della riva ed escursione nei dintorni.

16°g. 23/7 Zuun Nuur - Parco Nazionale di Terkhiin Tsagaan
Trasferimento verso il lago Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri di
vulcani spenti, il più "giovane" dei quali è il Khorgo. La strada si
dipana tra monti e vallate, e dal punto più alto si può godere un
panorama d'inimmaginabile bellezza. Pernottamento in campo Gher.

17°g. 24/7 Parco Nazionale di Terkhiin Tsagaan Visita al vulcano
Khorgo, dove in pochi minuti si raggiunge la sommità del cratere. Al
ritorno si passa dalle grotte di Shar Nokhoi (cane giallo) e di
ghiaccio. Passeggiata intorno al lago e ritorno al campo.

18°g. 25/7 Terkhiin Tsagaan - Taikhar Chuluu - Tsetserleg - Terme
di Tsenkher In mattinata partenza per le terme di Tsenkher, dove le
acque raggiungono temperature tra i 60 e gli 80 gradi, ottime per
rilassarsi. Si visita la roccia di Taikhar, un enorme monolito che
secondo le credenze locali esaudisce i desideri se si supera una
prova. Segue la visita alla città di Tsetserleg, il cui nome significa
“giardino”, con il monastero-museo locale e il mercato dei prodotti
caseari, famoso per la qualità in tutta la Mongolia. In serata arrivo
al campo Gher dove ci sono le acque termali; ci si potrà rilassare
nelle due vasche d’acqua calda all’aperto, provare il massaggio e le
cure tradizionali mongole.

19°g. 26/7 Terme di Tsenkher – Kharkhorin Partenza per Kharkhorin
(Karakorum), antica capitale dell’Impero di Gengis Khan. Visita al
monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin.
Pernottamento in campo Gher.

20°g. 27/7 Kharkhorin – Elsen Tasarkhai Partenza ed arrivo a
Elsen Tasarkhai; escursione sulle dune e visita alle rovine
dell’antico monastero di Uvgun. Pernottamento in campo Gher.

21°g. 28/7 Elsen Tasarkhai - Ulaan Baatar Partenza e arrivo a
Ulaan Baatar, sistemazione in albergo. Dopo il pranzo visita a un
centro buddista per conoscere meglio la vita dei monaci, seguirà uno
spettacolo folcloristico. Per la cena ci si reca a Gachurt, una
piccola località alle porte di Ulaan Bataar, dove presso un hotel è
stato costruito un modello dell’antica città di Kharkhorin. Ritorno in
hotel.

22°g. 29/7 Ulaan Baatar Visita del Museo di Storia che espone
numerosi oggetti etnici della cultura nomade, una raccolta completa di
costumi e gioielli tradizionali delle etnie mongole ed interessanti
reperti storici. Visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, dove sono
conservate le maschere originali della danza Tsam e splendide sculture
di Zanabazar. Tempo libero a disposizione per acquisti e girare in
città.

23°g. Giovedì 30 luglio partenza per l’Italia Per chi è giunto
fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaan Bataar è alle 7.35 con
arrivo a Mosca alle 10.15; partenza per Milano Malpensa alle 12.00
con arrivo alle 13.50.



Conduce il viaggio Alfredo Savino – Partecipanti: minimo 4, massimo 12



(Nota: il prezzo potrebbe subire variazioni nel corso del mese di
aprile, quando in Mongolia vengono riconfermati i prezzi dei servizi
della stagione estiva). Il prezzo non comprende i voli internazionali;
include le spese di iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari,
il trattamento di pensione completa escluse le bevande, gli ingressi
ai parchi ed ai siti indicati nel programma, l’assicurazione di
viaggio e la presenza dell’accompagnatore italiano. La sistemazione
nelle Gher è prevista per tre o quattro persone; chi desidera
utilizzare una gher solo in due o singolarmente deve richiederlo con
buon anticipo ma non è sempre confermabile. Il prezzo della
sistemazione singola o dell’utilizzo di Gher in due persone viene
fornito su richiesta.



CONOSCERE LA MONGOLIA

Vasti orizzonti: dalla steppa al deserto

Dal 2 al 23 agosto 2009



Questo viaggio è eccezionale per coloro che si avvicinano alla
Mongolia per la prima volta e sono interessati ad avere una visione
d’insieme degli aspetti principali di questa terra, avvicinandone la
cultura attraverso i monasteri più importanti ed incontrandone la
natura senza confini. Gli spazi immensi offrono un'incredibile
varietà di paesaggi: dalle montagne innevate ai laghi immensi, dalle
sterminate praterie alle dune del deserto del Gobi. In questo scenario
grandioso la storia e le tradizioni dei fieri mongoli perdurano e sono
tutt’ora legate ai ritmi ancestrali della transumanza nomadica. Il
percorso è stato attentamente studiato per poter sperimentare questi
molteplici aspetti: è stato più volte eseguito negli anni scorsi, e
per il 2009 è stato ulteriormente arricchito. Unisce la voglia di
scoprire angoli nuovi e aspetti inediti della Mongolia con luoghi
famosi impossibili da ignorare, come i monasteri di Amarbayansgalant e
di Erdene Zuu. Si spazia dalle bellezze paesaggistiche e naturali del
lago Khubsugul dove vive l’etnia Tsaatan, al cuore del deserto fatto
di paesaggi mozzafiato dove si trovano antichi monasteri nascosti tra
le lunghe catene di rocce granitiche. Si riuscirà così ad avere una
visione d’insieme della variegata realtà di questo vasto paese. Al
ritorno nella capitale visiteremo oltre ai musei un centro buddista
fondato nel 2001 dal venerabile Panchen Otrul Rimponche che trascorre
due mesi all’anno in Mongolia a impartire insegnamenti di Dharma. Il
centro ha come scopo quello di aiutare le famiglie povere della città;
qui parteciperemo ad una lezione tenuta da un lama sui fondamenti del
buddismo.



Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del
luogo da Alfredo Savino, che lo accompagna (contattabile via skype
Gengiskhaan o via email: [email]alfredosavino@gmail.com[/email]); si prevede un
massimo di 12 partecipanti. Alfredo, che ora vive in Mongolia, è un
appassionato ricercatore della cultura mongola. Si è laureato in
Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian
di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato
pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia
mongola in Italia per conto dell'associazione culturale Soyombo
attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato
l’esplorazione fisica del paese nel 1998 vagabondando per due mesi e
mezzo nelle regioni dell'ovest e, due anni dopo, nella parte
orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso internazionale dei
mongolisti a Ulaan Baatar per esporre la sua tesi in occasione delle
celebrazioni svoltesi per l'ottocentenario della fondazione
dell'impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello studio della
cultura mongola e dal 2006 collabora con Amitaba per creare dei
percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che
lui ama: la Mongolia è una terra che può regalare la sensazione di
essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura su di un altro
pianeta. L’immensità degli spazi sovrastati da vasti cieli azzurri,
senza barriere né recinzioni è sorprendente, e le tenaci persone che
vi abitano mantengono tradizioni antiche e rivelano un cuore
sorprendente.



Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote
motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri
veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La
velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie
di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove
l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte
delle tappe prevedono spostamenti entro i 100 chilometri, tranne
alcune nel deserto e nella steppa che arrivano ad un massimo di circa
300.

Fuori da Ulaan Baatar si alloggia nelle gher: le tipiche tende mongole
che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con
lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi
e docce con acqua calda e viene proposta una cucina semplice ma
sostanziosa anche vegetariana. Una notte viene trascorsa in un
semplice alberghetto locale.

Il viaggio richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la
capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi,
percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e
pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente
attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è
disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una
grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e
ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.



Clima e attrezzatura

Ad agosto il clima è mediamente piuttosto secco, le temperature
previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte minime
notturne di 8 gradi, ma sono possibili variazioni straordinarie, come
una nevicata al lago Khubsugul. Prevedere un abbigliamento che possa
essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri
possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per
il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio
zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente
che lungo il percorso non ci sono lavanderie.





PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a
fattori naturali e climatici



1°g. Domenica 2 agosto, partenza dall’Italia Partenza da
Milano Malpensa con Aeroflot alle 12.10 con arrivo a Mosca alle 17.45.
Si riparte per Ulaan Baatar 20.35.

2°g. 3/8 Arrivo a Ulaan Baatar Arrivo previsto alle ore 6.25;
si viene ricevuti dal corrispondente mongolo di Amitaba e dalla guida;
trasferimento in hotel, dove è in attesa dei partecipanti Alfredo
Savino, il capogruppo. Nella giornata di oggi si visita il monastero
di Gandan, che è il principale della Mongolia costruito circa 300 anni
fa, con l’enorme statua di Megjid Janraisig, la divinità protettrice
del paese, si prosegue con il Museo di Storia Naturale, che oltre alle
sezioni dedicate alla flora e alla fauna, presenta importanti reperti
paleontologici provenienti dal deserto del Gobi. Si sale poi sulla
collina di Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama della città
e delle colline circostanti.

3°g. 4/8 Ulaan Baatar – Monastero di Amarbayasgalant Partenza
con un veicolo privato verso la città di Darkhan, situata a nord di
Ulaan Baatar. Una deviazione poco prima di entrare in città porta fino
al campo gher, dove si trascorre la notte, a pochi chilometri dal
monastero di Amarbayasgalant, uno dei più belli ed importanti della
Mongolia.

4°g. 5/8 Monastero di Amarbayasgalant - Bulgan Visita al
monastero costruito nel 1737 e dedicato a Zanabazar, il primo
imperatore-lama, scienziato e grande scultore, la cui salma venne
traslata qui nel 1779. Escursione nei dintorni del monastero fino alla
montagna degli otto stupa e visita del cimitero degli unni – il
“khirgisuur”. La tappa di oggi prosegue verso ovest transitando da
Erdenet, la città delle miniere di rame, e a breve distanza oltre
Bulgan ci si sistema in un campo di gher.

5°g. 6/8 Bulgan – Murun Partenza per Murun, capoluogo della
provincia di Khubsugul, dove si visita il mercato locale e si avrà del
tempo libero per curiosare; sistemazione in un semplice albergo
locale.

6°g. 7/8 Murun - Parco Nazionale del Lago Khubsugul Oggi si
entra nel Parco Nazionale del lago Khubsugul, tra i più profondi laghi
di acqua dolce dell'Asia Centrale (262 mt), uno dei luoghi più
incantevoli della Mongolia, dove si trascorre la giornata godendo
della natura del luogo. Ci si accomoda in un campo Gher, che sarà la
base per i prossimi due giorni di esplorazioni.

7°g. 8/8 Lago Khubsugul e Monti Saridag Escursione sulla
catena montuosa di Saridag, situata nelle vicinanze del lago
Khubsugul, che raggiunge i 2500 metri di altezza, da cui si gode un
bellissimo panorama delle montagne che la compongono. Le jeep portano
non lontano dal punto più alto, che si raggiunge a piedi. Si avrà la
possibilità di incontrare alcune famiglie dell’etnia Tsaatan, il
“popolo delle renne”. Ritornati al campo turistico, c’è la possibilità
di noleggiare cavalli o di affittare una barca per godersi il lago.

8°g. 9/8 Lago Khubsugul – Zuun nuur – Jargalant Si ripassa da
Morun e si prosegue verso il lago di Zuun nuur, quindi, oltre Shine
Ider, si arriva al campo Gher di Jargalant.

9°g. 10/8 Jargalant - Parco Nazionale di Terkhiin Tsagaan
Trasferimento verso il lago di Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri
di vulcani spenti, il più "giovane" dei quali è il Khorgo. La strada
si snoda tra monti e vallate, e dal punto più alto si può godere di un
panorama fantastico. All’arrivo ci si sistema in un campo Gher nei
pressi del lago.

10°g. 11/8 Parco Nazionale di Terkhiin Tsagaan Giornata dedicata
all’esplorazione della zona, iniziando dal Khorgo, un vulcano spento
che si trova ad est del lago Terkhiin Tsagaan Nuur; il cratere è largo
200 metri e profondo 100, e si riesce a raggiungerne la sommità in
pochi minuti. Il Terkhiin Tsagaan Nuur è un lago di sorprendente
bellezza, con acque limpide e cristalline, ed è abitato da numerosi
uccelli rari. I torrenti di lava provenienti dal vulcano Khorgo hanno
bloccato il fiume Terkh sia a nord sia a sud, formando così il lago
Terkhiin Tsagaan Nuur ad una altitudine di 2.060 metri sul livello del
mare. Il lago è largo 16 km, profondo da 4 a 10 metri e lungo più di
20 km. Si potranno vedere anche le grotte di ghiaccio di Shar Nokhoi.
Per passeggiare attorno al lago è possibile noleggiare dei cavalli.

11°g. 12/8 Terkhiin Tsagaan - Tsenkher Dopo la colazione,
partenza per Tsetserleg, situata nella provincia dell'Arkhangay, dove
si visita il tempio di Zayayn Gegeenii Sum, costruito nel 1586, che
nel suo fulgore ospitava oltre 1000 monaci; si avrà anche la
possibilità di visitare il mercato che qui si tiene ogni giorno. Si
prosegue per le terme di Tsenkher, dove le acque hanno una temperatura
che raggiunge i 60-80 gradi, ottime per rilassarsi: si può fare il
bagno nelle terme e sperimentare i massaggi e le cure tradizionali
mongole. Pernottamento in campo Gher.

12°g. 13/8 Tsenkher - Kharkhorin (Karakorum) Partenza per
Kharkhorin (Karakorum), antica capitale dell’Impero di Genghis Khan.
Qui si visita il monastero di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di
Kharkhorin, e il monastero di Shankh. Pernottamento in campo Gher.

13°g. 14/8 Kharkhorin – Ongiin Si prosegue per il Gobi, il più
grande deserto asiatico. Arrivo al campo turistico Gher nelle
vicinanze di Saikhan Ovoo, un piccolo paesino a ovest della provincia
di Dundgobi. Visita alle rovine del monastero di Ongiin.

14°g. 15/8 Ongiin - Bayanzag Proseguendo per il deserto di Gobi
si arriva a Bayanzag, le “Vette infuocate”, dove la spedizione di Roy
Chapman Andrews nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte
paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra
cui uova, ossai e scheletri interi di dinosauri di molte specie
sconosciute fino ad allora. Pernottamento in campo Gher.

15°g. 16/8 Bayanzag - Parco Nazionale di Khongoryn Els Partenza
ed arrivo al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia
più alte e spettacolari della Mongolia. Escursione sulle dune, alcune
delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza: un luogo molto
speciale per godere del tramonto. Pernottamento in campo Gher.

16°g. 17/8 Khongoryn Els - Gurvan Saikhan Il percorso verso
Gurvan Saikhan passa da Dalanzadgad, il capoluogo del distretto
(aimag) di Omnogobi. Arrivati al Parco Nazionale si visita la valle di
Yolyn Am, la “valle delle aquile” dove si possono avvistare stambecchi
e aquile. Il campo Gher dove si sosta per la notte è vicino ai monti
Gurvan Saikhan, che significa “Tre Bellezze”.

17°g. 18/8 Gurvan Saikhan - Tsagaan Suvraga Partenza per Tsagaan
Suvraga (stupa bianco): una roccia di calce, situata sul territorio
di Ulziit sum, alta 30 metri con una particolare conformazione causata
dall’opera di erosione dell'acqua e del vento. Escursione nella zona
circostante, dove si ha l’impressione di trovarsi tra le rovine di una
antica città. Questi luoghi sono molto ricchi di fossili marini e nel
2000 gli archeologi hanno scoperto dei graffiti rupestri che risalgono
all'Età del Bronzo. Pernottamento in campo Gher.

18°g. 19/8 Tsagaan Suvraga - Baga Gazriin Chuluu Partenza per
Baga Gazriin Chuluu, situato nella prefettura del Dundgov (Gobi
Centrale). Durante questo trasferimento su sterrato iniziano gli
infiniti paesaggi fatti di steppe, di deserto e di sorprendenti colori
che solo la Mongolia può regalare. Pernottamento in campo Gher.

19°g. 20/8 Baga Gazriin Chuluu Visita del parco di Baga Gazriin
Chuluu, dove si trova una formazione rocciosa granitica situata nella
pianura desertica, meta di pellegrinaggio della gente locale, e del
lago di Sum Khukh Burd.

20°g. 21/8 Baga Gazriin Chuluu – Ulaan Baatar Ultimo giorno di
viaggio lungo le piste mongole: nel pomeriggio arrivo ad Ulaanbaatar e
sistemazione in albergo. In serata si assiste ad un spettacolo
folcloristico.

21°g. 22/8 Ulaan Baatar Si visitano il Museo di Storia che espone
numerosi oggetti etnici della cultura nomade, una raccolta completa di
costumi e gioielli tradizionali delle varie etnie mongole ed
interessanti reperti storici; e il museo-monastero di Choijin Lama,
uno dei pochi rimasti intatti, che conserva le maschere originali
utilizzate nelle danze rituali degli Tsam e splendide sculture di
Zanabazar. Seguirà, se il gruppo è interessato, un incontro lezione
con i monaci del centro buddista fondato dal Panchen Otrul Rinpoche.
Si avrà del tempo libero a disposizione per girare in città e fare
acquisti.

22°g. Domenica 23 agosto, volo per l’Italia La partenza da Ulaan
Baatar è prevista alle 7.35 con arrivo a Mosca alle 10.15; si riparte
alle 12.00 con arrivo a Milano Malpensa alle 13.50.




Conduce il viaggio Alfredo Savino – Massimo 12 partecipanti



(Nota: il prezzo potrebbe subire variazioni nel corso del mese di
aprile, quando in Mongolia vengono riconfermati i prezzi dei servizi
della stagione estiva). Il prezzo include le spese di iscrizione,
tutti i trasporti necessari, il trattamento di pensione completa
escluse le bevande, gli ingressi ai parchi ed ai siti indicati nel
programma, l’assicurazione di viaggio e la presenza
dell’accompagnatore italiano. La sistemazione nelle Gher è prevista
per tre o quattro persone; chi desidera utilizzare una gher solo in
due o singolarmente deve richiederlo con buon anticipo ma non è sempre
confermabile. Il prezzo della sistemazione singola o dell’utilizzo di
Gher in due persone viene fornito su richiesta. L’invio di documenti
tramite corriere costa € 25. E’ necessario munirsi del visto per la
Mongolia; Amitaba può prendersi carico della richiesta, che necessita
di circa due settimane. Dovete farci pervenire due copie degli
appositi moduli compilati unitamente al passaporto e tre foto; il
costo è di € 55 per il visto, più le spese dei corrieri utilizzati per
la spedizione dei documenti.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle
Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include una specifica
polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e
danneggiamento bagaglio. La polizza assicurativa viene consegnata
prima della partenza.





MONGOLIA

Gobi, il grande deserto

Dal 29 agosto al 13 settembre 2009



Gobi è un deserto fatto di paesaggi mozzafiato, antichi monasteri
nascosti nelle lunghe catene di rocce granitiche, animato da antiche
leggende di fonti miracolose e di alberi duri come la roccia il cui
legno non galleggia. Il viaggio tocca un ampio insieme di siti storici
e naturali seguendo un percorso che da Ulaan Baatar porta al passato
glorioso dell’antica capitale Kharkhorin ed ai monasteri di Erdenee
Zuu e di Tuvkhun, una perla incastonata tra le montagne. Prosegue poi
dalle rovine del monastero di Oghii, adagiate sulle rive dell’omonimo
fiume che ne vide la grandezza e l’oblio, passando dalle cascate di
Khujirt, poi sempre più a sud giungendo nel deserto del Gobi alle
sterminate dune che “suonano”, le Khongoryn Els. Si rientra poi verso
nord seguendo un percorso più orientale, che consente di visitare il
parco di Ikh Gazryn Chuluu ed il lago di Sangiin Dalai. Al ritorno
alla capitale, dopo il tour, si potranno incontrare i monaci del
centro buddista fondato dal Panchen Otrul Rinpoche ed avere un
contatto con le attività di sostegno svolte dall’organizzazione Asral
ONG (si veda in proposito la sezione “Mongolia” del sito di Amitaba).



Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del
luogo da Alfredo Savino, che lo accompagna (contattabile via skype
Gengiskhaan o via email: [email]alfredosavino@gmail.com[/email]); si prevede un
massimo di 12 partecipanti. Alfredo è un appassionato ricercatore
della cultura mongola. Si è laureato in Storia Medioevale con una tesi
sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in
Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione
della cultura e della storia mongola in Italia per conto
dell'associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e
conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998
vagabondando per due mesi e mezzo nelle regioni dell'ovest e, due anni
dopo, nella parte orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso
internazionale dei mongolisti a Ulaan Bataar per esporre la sua tesi
in occasione delle celebrazioni svoltesi per l'ottocentenario della
fondazione dell'impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello
studio della cultura mongola e dal 2006 collabora con Amitaba per
creare dei percorsi che consentano un vero incontro con la magia del
mondo che lui ama: la Mongolia è una terra che può regalare la
sensazione di essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura
su di un altro pianeta. L’immensità degli spazi sovrastati da vasti
cieli azzurri, senza barriere né recinzioni è sorprendente, e le
tenaci persone che vi abitano mantengono tradizioni antiche e rivelano
un cuore sorprendente.



Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote
motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri
veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La
velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, con medie di
circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove
l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte
delle tappe previste prevedono spostamenti entro i 100 chilometri,
tranne alcune nel deserto e nella steppa che arrivano ad un massimo di
circa 300.

Fuori da Ulaan Baatar si alloggia nelle gher: le tipiche tende mongole
che si trovano predisposte in campi fissi e fornite di letti con
lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi
e docce con acqua calda e una cucina semplice ma sostanziosa anche
vegetariana.



Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura:
lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto
dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste
aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono
comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare
ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia
è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e
ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.



Clima e attrezzatura

Il clima all’inizio di settembre è secco, le temperature previste sono
tra i 10 e i 20 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi.
Alcuni preferiscono portare il proprio sacco a pelo, nel qual caso
dovrebbe avere un gradiente minimo termico di zero gradi; nelle Gher
vengono comunque fornite lenzuola pulite e coperte. Prevedere un
abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento,
scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in
goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Si tenga
presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.



Il vasto Gobi



Il Gobi è un’area desertica dell'Asia centrale situata in gran parte
in Mongolia, di cui occupa un terzo del territorio, un altopiano che
misura circa 1610 km da est a ovest e circa 970 km da nord a sud.
L'altitudine varia dai 914 m della zona orientale ai 1514 m della
parte occidentale; è caratterizzato da piane ondulate e ghiaiose
inframmezzate da bassi rilievi e da colli isolati. Se si esclude la
parte sudorientale, completamente arida, la regione presenta una
stentata vegetazione erbacea e arbustiva, sufficiente a nutrire le
greggi dei pastori nomadi che vivono nella zona; pozzi occasionali e
laghi poco profondi rappresentano le sole riserve idriche. Le zone
marginali a nord e a nord-ovest sono fertili, mentre all'estremità
sudorientale dell'area desertica prevalgono steppe o praterie. I primi
europei che attraversarono il deserto di Gobi furono i membri di una
spedizione guidata da Marco Polo nel 1275. In epoca moderna numerose
spedizioni si avventurarono nel Gobi, l'American Museum of Natural
History di New York promosse negli anni 1921-1930 una serie di
spedizioni guidate dal naturalista americano Roy Chapman Andrews che
portarono alla scoperta di un bacino incredibilmente ricco di uova
fossili di dinosauro.



..



PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a
fattori naturali e climatici



17°g. Sabato 29 agosto, partenza dall’Italia Per raggiungere
Ulaan Baatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche
altre opzioni. Con Aeroflot la partenza è da Milano Malpensa per Mosca
alle 12.10 con arrivo 17.45. Il volo transcontinentale da Mosca per
Ulaan Baatar parte alle 20.35.

18°g. 30/8 Arrivo a Ulaan Baatar Arrivo alle ore 6.15,
trasferimento e sistemazione in albergo. Visita della città, del
monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito
circa 300 anni fa, e del Museo di Storia Naturale. Ascesa alla collina
Zaisan da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle
colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha.

19°g. 31/8 Ulaan - Parco Nazionale di Khustai Dopo la visita
dell’ultima residenza del Bogdo Khan, il signore teocratico della
Mongolia, partenza per il Parco Nazionale di Khustai Nuruu, ad ovest
della capitale, dove si ha la possibilità di vedere i cavalli
selvatici. E’ prevista un’escursione nel parco, pernottamento in campo
Gher.

20°g. 1/9 Parco Nazionale di Khustai - Kharkhorin (Karakorum)
Khujirt Al mattino presto si parte in direzione ovest per
Kharkhorin, antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan, dove
sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente
segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene
Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin, ai templi ed al monastero
adiacente. Poi ci si sposta in direzione sud per 55 km verso Khujirt.
Pernottamento in campo Gher.

21°g. 2/9 Khujirt Escursione al monastero di Tuvkhun e alle
cascate di Khujirt, situate in una zona di grande rilevanza storica;
sono state create dalla combinazione di terremoti ed eruzioni
vulcaniche si trovano in una zona incantevole e disabitata. Segue la
visita al monastero di Tuvkhun, recentemente ristrutturato si trova
incastonato sulle montagne che chiudono a settentrione la valle
dell’Orkhon. Questo monastero era molto amato dal Bogdo Khan
Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita
richiede una salita a piedi di circa un ora in mezzo alla foresta.
Ritorno al campo di Khujirt.

22°g. 3/9 Khujirt – Monastero di Onghiin Inizia il percorso verso
sud che porta al deserto del Gobi, il più grande deserto asiatico. La
tappa di oggi porta fino al monastero di Onghiin, recentemente
restaurato. Sistemazione in un campo Gher poco distante dal monastero.

23°g. 4/9 Monastero di Onghiin – Bayanzag Proseguendo per il
deserto di Gobi si arriva a Bayanzag – che tradotto significa “Vette
infuocate”, dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto
le più grandi scoperte paleontologiche trovando un’impressionante
quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri
appartenenti a molte specie sconosciute fino ad allora. Spostamento
per visitare i graffiti rupestri di Khavtsgait. Pernottamento al
campo Gher di Bayanzag.

24°g. 5/9 Bayanzag – Parco Nazionale di Khongoryn Els Oggi si
giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, dove si fa un’escursione
alle dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia, alcune
delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in
campo Gher.

25°g. 6/9 Khongoryn Els - Dalanzadgad Proseguimento del viaggio
ed ingresso nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan dove si visita Yolyn
Am, la “Valle delle aquile”, la cui freschezza contrasta con il
deserto e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli
stambecchi e l’aquila. Si arriva poi a Dalanzadgad, capoluogo della
regione di Omnogov, dove si visita il mercato locale prima di andare
al campo Gher.

26°g. 7/9 Dalanzadgad - Tsagaan Suvraga Il paesaggio di questo
tratto è caratterizzato da una profonda fenditura nel terreno da est
verso ovest, con steppa sul fondo della vallata. Qui si ritrovano
molti fossili di origine marina, poichè questa zona era sommersa dal
mare. Da lontano le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte anche
30 m, assomigliano alle antiche rovine di una città. Nella zona ci
sono anche numerosi dipinti rupestri, petroglifici, antiche
iscrizioni. Pranzo al sacco lungo il percorso. Sistemazione in campo
Gher.

27°g. 8/9 Tsagaan Suvraga - Parco Nazionale di Ikh Gazryn Chuluu
Partenza verso nord in direzione della capitale; la meta di oggi è Ikh
Gazryn Chuluu, uno dei parchi naturali più belli della Mongolia.
Pernottamento in campo Gher.

28°g. 9/9 Ikh Gazryn Chuluu Visita di Ikh Gazryn Chuluu, dove le
rocce alte fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una
trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte che si
potranno visitare. Si sale poi sul monte Erlug, dove si sosta per un
picnic; nei pressi del monte vi è un antico monumento. Si rientra
quindi al campo Gher.

29°g. 10/9 Erlug Uul - Parco Nazionale di Baga Gazryn Chuluu
Partenza per Baga Gazryn Chuluu, una formazione di roccia granitica
nel centro delle pianure; arrivo ed escursione nei dintorni. Si
prosegue per il lago di Sangiin Dalai, ricco di molte specie di
uccelli tra cui aquile, oche, cigni, ecc.; al centro del lago ci sono
le rovine di un tempio costruito nel X secolo. Si alloggia in un campo
Gher situato nei pressi.

30°g. 11/9 Baga Gazryn Chuluu – Ulaan Baatar Proseguimento del
viaggio per Ulaan Baatar, arrivo e sistemazione in albergo. Ad Ulaan
Baatar si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e
canto tradizionali della Mongolia, ascoltando le dolci melodie del
morin khuur, il leggendario strumento mongolo. Ci si reca per la cena
all’Hotel Mongolia di Gachuurt, dove è stata costruita una
riproduzione in miniatura dell’antica capitale Kharkorin; si rientra
quindi a Ulaan Baatar.

31°g. 12/9 Ulaan Baatar Visita al Museo di Storia, dove sono
illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i
costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin
Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che conserva le maschere
originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di
Zanabazar. Si prevede anche un incontro con i monaci del centro
buddista fondato dal Panchen Otrul Rinpoche e con le attività di
sostegno svolte da Asral ONG, un’organizzazione che si occupa di aiuti
umanitari in Mongolia. Si avrà del tempo a disposizione per gli
acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan
Tuul.

32°g. Domenica 13 settembre Per chi è giunto fin qui con
Aeroflot, la partenza da Ulaan Bataar è alle 7.35 con arrivo a Mosca
alle 10.15; partenza per Milano Malpensa alle 12.00 con arrivo alle
13.50.



Conduce il viaggio Alfredo Savino – Partecipanti: minimo 4, massimo 12



(Nota: il prezzo potrebbe subire variazioni nel corso del mese di
aprile, quando in Mongolia vengono riconfermati i prezzi dei servizi
della stagione estiva). Il prezzo non comprende i voli internazionali;
include le spese di iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari,
il trattamento di pensione completa escluse le bevande, gli ingressi
ai parchi ed ai siti indicati nel programma, l’assicurazione di
viaggio e la presenza dell’accompagnatore italiano. La sistemazione
nelle Gher è prevista per tre o quattro persone; chi desidera
utilizzare una gher solo in due o singolarmente deve richiederlo con
buon anticipo ma non è sempre confermabile. Il prezzo della
sistemazione singola o dell’utilizzo di Gher in due persone viene
fornito su richiesta. L’invio di documenti tramite corriere costa €
25. E’ necessario munirsi del visto per la Mongolia; Amitaba può
prendersi carico della richiesta, che necessita di circa due
settimane. Dovete farci pervenire due copie degli appositi moduli
compilati unitamente al passaporto e tre foto; il costo è di € 55 per
il visto, più le spese dei corrieri utilizzati per la spedizione dei
documenti.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle
Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include una specifica
polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e
danneggiamento bagaglio. La polizza assicurativa viene consegnata
prima della partenza.




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  #2  
Vecchio 22-01-2009, 17.24.04
federicoP
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Viaggi In Mongolia estate 2009

viaggi in Mongolia ha scritto :
[color=blue]
> Questi sono i viaggi da me organizzati e che accompagno,
>......[/color]


Probabilmente con le tue 1498 righe farai il record dello spam più
lungo dell'anno :-)



Ma non sei quell'Alfredo che, un paio di mesi fa a chi gli diceva:

" .... puoi dire quello che ti pare, pero' il ng non e' il luogo adatto
per farti pubblicita', sei d'accordo su questo? .... "

Rispondeva educatamente :

" speravo di si, se non lo è mi scuso, e se qualcuno è in potere di
farlo elimini il mio post " ????



Bene, e vedo che dopo l'ultima discussione, prudentemente, hai
eliminato dallo spam il costo dei tuoi viaggi :-)







--
federicoP


" Viaggiare e' un desiderio che provano in tanti, e tutti se ne
pentono, perche' non si ritorna mai. "

Da: La Misura del Mondo, di D. Kehlmann

[url]www.federicop.eu[/url]
---------------------------------
per scrivermi elimina la china


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